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FINANZA/ Spagna e Grecia, una promozione che "fa rima" con disoccupazione

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Per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro, non bisogna dimenticare che la disoccupazione in Spagna continua a rimanere a livelli molto elevati. Nel Paese iberico il tasso armonizzato di disoccupazione è ancora su livelli altissimi, pari al 25,3% nel mese di marzo, molto vicino al 26% della Grecia. Se valutiamo la salute di un Paese sulla base della capacità di rimborsare i crediti, Spagna e Grecia sembrano stare un po’ meglio rispetto al passato. Dopo l’introduzione della riforma del lavoro in Spagna, il tasso di disoccupazione è calato dal 26,2% di un anno fa al 25,3% di quest’anno. Non so se questa lievissima diminuzione sia da attribuire alla riforma di Rajoy, ma comunque si tratta di un miglioramento molto contenuto.

 

Che cosa si aspetta nel prossimo futuro per il rating del nostro Paese?

La situazione dell’Italia è un po’ più delicata, perché sembrava che avessimo avuto un germoglio di crescita dello 0,1% nell’ultimo trimestre 2013, con la speranza potesse diventare qualcosa di più nel primo trimestre di quest’anno, e invece così non è stato. Il -0,1% del primo trimestre 2013 non è un dramma rispetto a quanto ha passato il nostro Paese, ma va anche detto che siamo davvero calati di molto come tenore di vita e come Pil, mentre altri paesi hanno fatto decisamente meglio, in particolare la Germania.

 

(Pietro Vernizzi)

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