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IDEE/ Il "doppio lavoro" per uscire dalla crisi

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Improvvido l’esercizio di quella gestione dei fattori della produzione che impiega capitale che sovraproduce e lavoro che sottoremunera, facendo mancare all’esercizio della consumazione le risorse per fare l’altro lavoro: il secondo. Quel lavoro, ancorché indifferibile, che smaltendo il prodotto ripristina l’impiego produttivo dei fattori e che, differito, ha generato prima lo squilibrio e poi la crisi.

Per far fronte al danno occorre cambiare registro e farne norma: tutte le risorse che consentono di poter governare al meglio la produttività totale dei fattori vanno tenute attive per far roteare liscio il ciclo, ben oltre gli inciampi e gli attriti che quotidianamente propone la vicenda economica. Prosit. 

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