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SPY FINANZA/ Così la Cina può "salvare" l'Europa

Se la Banca centrale europea a giugno dovesse adottare manovre monetarie espansive, la Cina potrebbe decidere di investire in asset europei. L’analisi di MAURO BOTTARELLI

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Allarme rientrato, almeno in parte. Secondo gli exit poll, nei Paesi Bassi, dove si è votato giovedì in contemporanea con il Regno Unito e l’Irlanda del Nord per le elezioni europee, il Partito per la Libertà, la formazione di estrema destra, ha ottenuto solo la quarta posizione con il 12,2%, dietro i principali partiti, tutti europeisti. Se il risultato sarà confermato domenica al termine degli scrutini, la destra anti-immigrazione e anti-islam dell’olandese Geert Wilders, dato in testa dai sondaggi per mesi, resterà delusa. Davanti, in un serrato testa a testa, i cristianodemocratici del Cda e i progressisti di Democratici 66, entrambi sopra il 15% e anche i centristi del Vvd, che sono al governo (12,3%). Il risultato dovrebbe far perdere a Wilders due seggi nel Parlamento europeo, con i suoi deputati ridotti a 3 sui 26 della rappresentanza olandese. Bassissima l’affluenza, fermatasi soltanto al 35%.

Insomma, il primo pericolo per chi vedeva nella possibile ondata euroscettica una iattura per l’economia dell’eurozona è stato scongiurato. E la Borsa ha festeggiato, con Piazza Affari partita in negativo ma che attorno all’ora di pranzo continuava a recuperare terreno, nonostante l’indagine Ifo sul morale degli imprenditori tedeschi abbia mostrato a maggio un deterioramento superiore alle attese degli economisti, portandosi ai minimi dell’anno. Dopo la conferma della crescita del primo trimestre data ieri mattina dall’ufficio di statistica, che fotografava un progresso di 0,8%, record da tre anni, sui tre mesi al 31 dicembre 2013, l’indice congiunturale di maggio è coerente con il quadro di un raffreddamento della prima economia della zona euro nel periodo aprile/giugno. L’indice Ifo generale è sceso a 110,4 da 111,2 di aprile, a fronte di un consenso pari a 111. Tra le singole componenti, è scivolata da 115,3 a 114,8 quella relativa alle condizioni attuali e da 107,3 a 106,2 quella sulle aspettative.

Commentando il risultato, l’economista Ifo, Klaus Wohlrabe, ha parlato di una ricaduta negativa sul morale delle imprese derivante dalla crisi ucraina, impatto che si era fatto sentire anche sul dato di aprile ma conferma la stima di uno 0,3% di crescita nel secondo trimestre. Insomma, un’economia che tiene a dispetto di un euro relativamente forte. Ma al di là dei risultati elettorali, tutti da confermare trattandosi di exit poll, e con la certezza che il Front National in Francia farà man bassa e che Nigel Farage ha già rubato 20 seggi ai Conservatori britannici nelle elezioni locali legate alle europee, è un’altra la notizia del giorno di ieri. Ovvero, l’interesse della Cina verso assets europei, nel caso la Bce decidesse di operare veramente manovre di stimolo.

A confermarlo è stato Ding Xuedong in persona, presidente del fondo cinese China Investment Corporation (Cic), a detta del quale «un’operazione di allentamento monetario da parte della Bce sarebbe una buona notizia e aprirebbe opportunità di mercato». Fondato nel 2007, il Cic è responsabile della gestione di assets per 575 miliardi di dollari, stando a dati del Sovereign Wealth Fund Institute ed è il quarto fondo del mondo per grandezza. Parlando all’International Economic Forum di San Pietroburgo, Xuedong ha detto chiaramente che qualsiasi tipo di manovra di stimolo da parte dell’Eurotower «sarebbe ampiamente giustificata e ragionevole. Noi terremmo in grossa considerazione questa eventualità per quanto riguarda le opportunità di mercato in Europa, visto che rappresenterebbe un’ottima notizia».