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IL CASO/ La Tasi e quei due "equivoci" che ci portano in un vicolo cieco

Pubblicazione:lunedì 26 maggio 2014

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Un altro analogo grosso equivoco che porta al fallimento anche i riformatori meglio intenzionati è quello della marcia verso la conquista della mitica “stanza dei bottoni”. Molto potere sta ora migrando verso l’Unione Europea, peraltro in modi che ne stanno facendo un colossale focolaio di tendenze neo-autoritarie. Perciò molti candidati a queste ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo ci hanno promesso, anche con ottime intenzioni, di voler andare a Bruxelles per ottenere che in quella famosa stanza ci sia maggiore sensibilità per legittimi interessi e per lodevoli valori finora ivi trascurati.

Beninteso ciò ha un suo senso; e in certa misura vale comunque, diciamo così… per legittima difesa. A lungo termine tuttavia la prima battaglia da fare è quella contro il dilagare sin qui irrefrenabile della Commissione europea ben al di là delle sue competenze e dei suoi legittimi poteri, peraltro accompagnata da una frequente latitanza nelle materie-chiave che sarebbero le sue (basti pensare alla politica dell’energia o a quella delle grandi infrastrutture). L’altra strada serve a poco anche perché in effetti la “stanza dei bottoni” non c’è. Per natura sua infatti un potere tecnocratico neo-autoritario non si concentra in un luogo preciso e visibile ma serpeggia in mille rivoli producendo pseudo-norme ( linee-guida, raccomandazioni, dichiarazioni ufficiali, fac simile e cose del genere) che poi vengono imposte di fatto come norme legittime cogenti, se necessario anche grazie all’aiuto di organismi giudiziari complici.

Malgrado la ricomparsa o il ritorno alla ribalta internazionale dei grandi paesi delle Americhe e dell’Oriente, l’Europa e il Mediterraneo continuano ad essere il principale crocevia della civiltà dell’uomo. Perciò la battaglia per la libertà contro la tirannide tendenziale che vena il tramonto dell’età moderna, cui qui siamo chiamati, vale non soltanto per noi stessi ma anche per il resto del mondo. In chi si impegna ad ogni livello nella vita pubblica ciò implica la ferma volontà di lavorare davvero per un nuovo inizio, sfuggendo alla tentazione di compromessi di corto respiro. 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
26/05/2014 - commento (francesco taddei)

la contraddico signor ronza. il modo migliore per alzare i prezzi è quello di lasciarli liberi. storicamente in italia chi fa il prezzo non si fa concorrenza ma fa cartello per fare i prezzi uguali e più alti. lei ragiona con un liberismo ideologico. poi visto che gli italiani rubano pure sulla salute senza che nessun prete mai gli ricordi a chi dovranno risponderne ecco che si formano i vari mostri come equitalia o lo stato-padrone e i partiti-affaristici.