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FINANZA/ Sapelli: così la Francia ha creato "l'incubo" tedesco

Pubblicazione:sabato 3 maggio 2014

Angela Merkel e François Hollande (Infophoto) Angela Merkel e François Hollande (Infophoto)

Ci si può quindi attendere che i “capitani d’industria” e i loro esperti abbiano una disposizione più favorevole nei confronti del sovvenzionamento del consumo di massa (tramite gli assegni familiari, i sussidi volti alla riduzione del prezzo degli articoli di prima necessità, ecc.) piuttosto che nei confronti degli investimenti pubblici: nel sovvenzionare il consumo lo Stato non interferirebbe infatti in alcuna misura nella sfera dell’“attività imprenditoriale”. In realtà, tuttavia, la questione si presenta altrimenti: la sovvenzione dei consumi di massa incontra un’avversione ancora più aspra di tali esperti che nei confronti degli investimenti pubblici. Ci imbattiamo qui infatti in un principio “morale” della più grande importanza: le basi dell’etica capitalistica richiedono che “ti guadagnerai il pane col sudore della tua fronte” (a meno che tu non viva dei redditi del capitale)».

La questione che si pone oggi non solo in Italia e in Europa, ma in tutto il mondo, è la seguente: i redditi da capitale intesi come redditi della circolazione monetaria ad altissimo rischio sono divenuti preponderanti per circa trent’anni e dominanti rispetto agli stessi profitti capitalistici. Il capitalismo si è per così dire patrimonializzato, ma non con l’ereditarietà dei capitali, quanto, invece, con lo spostamento di ingenti masse di ricchezza dal profitto alla rendita finanziaria con le conseguenti bolle speculative ad altissimo rischio che ne sono derivate.

Ciò che impressiona, pensando a Kalecki, è che l’indignazione dei capitalisti verso l’intervento pubblico si è miracolosamente attenuata allorché si è trattato di trasformare il debito privato delle grandi banche universali capitalistiche dispensatrici di strumenti finanziari di distruzione di massa, in debito sovrano, ossia debito che gli stati tutti si sono accollati o collateralizzando i debiti (prendendo tempo dinanzi alla crisi) o addirittura nazionalizzando le banche per evitare il panico.

Qualsiasi polemica contro il debito pubblico è scomparsa nel mondo: Usa e Giappone ne sono esempi preclari. Non si parla più di debito pubblico, ma di mancata crescita, di disoccupazione, di bassa produttività, ecc. Schiere di economisti, abbiano o no il lauro del Nobel, sono impegnati a sottolineare che il pericolo è la deflazione e che bisogna far qualsiasi cosa per ostacolarla. Colpisce, di questo discorso economico-politico, la narrazione ideologica che tende a unire le generazioni. Se viaggiate negli Usa, in Giappone, in Asia e anche in Uk, non sentirete mai addossare agli anziani colpe che oggi ricadrebbero sui giovani.

Se si alza la testa fuori dal proprio particolare questo fenomeno ideologico e simbolico insieme va fortemente sottolineato. Tutt’affatto il discorso in Europa, e soprattutto in Italia. La retorica europeistica chiama bassa inflazione quello che è deflazione e ipostatizza la variabile indipendente del pareggio di bilancio come misura essenziale per garantire la crescita economica. Chiunque conosca la storia del pensiero economico - siamo sempre più in pochi - sa bene che il nocciolo duro di questa ipostatizzazione sta nella scuola monetarista francese degli anni Trenta con Rueff alla sua testa, il grande sostenitore del ritorno all’oro.


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COMMENTI
03/05/2014 - Francia (delfini paolo)

Grazie al Professor Sapelli per ennesimo ,interessantissimo articolo.

 
03/05/2014 - troppo difficile (Emilio Colombo)

scusi prof.Sapelli, non ce la faccio a seguirla. Forse in poco spazio non si può spiegare la storia del mondo ma qui dobbiamo ripartire da qualcosa di positivo e reale per vivere se non l'economia, almeno il lavoro! ieri ho dovuto fare un viaggio di 750 km in auto per lavoro tra italia-germania-austria e mi sono fermato a fare una sosta alla trattoria di una abbazia benedettina del XI-XII secolo (che roba! + 13 euro di spuntino) questi monaci hanno fatto tutto da zero cominciando in un tempo mica tanto + bello del ns. quanto a lotte di potere (nel loro contesto) e hanno generato e difeso una comunità per secoli (affatti migliori del ns)! mi aiuti a rendere bello il mio ufficio e sano il mio ambiente di lavoro per viverci con i miei collaboratori quelle 9-10 ore al gg che ci passiamo insieme, per il resto continuerò a leggerla, ma se c'è da fare qualche battaglia ci faccia venire prima la voglia di combattere!

 
03/05/2014 - commento (francesco taddei)

se le imprese nazionalizzate devono funzionare da ammortizzatore sociale, vanno fallite! se sono imprese devono ricercare il profitto, non il consenso.