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TOTO-NOMINE/ La Germania cala la carta dei supercommissari

Pubblicazione:venerdì 30 maggio 2014

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble (Infophoto) Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble (Infophoto)

La logica italica del "Cencelli" – adottata per l'occasione da Berlino − farà inesorabilmente arricciare molti nasi a Bruxelles, forse meno a Strasburgo: per la prima volta chiamata a esprimersi in chiave di equilibri politico-parlamentari su nomine finora condizionate dal mix fra geopolitica e anzianità di appartenenza all'Unione.

Certo, la prospettiva è quella del "cambiamento dei trattati di Maastricht", ha puntualizzato Schauble, mettendo un po' le mani avanti su tempi e modi di una Ue a due velocità su cui – fino a domenica – pochi avrebbero scommesso (era più gettonata un'Eurozona a due velocità, usando come discrimine la moneta unica). Ma se i tempi fossero quelli dei grandi trattati europei (come quello di Westfalia del 1648, preceduto dalla Guerra dei Trent'Anni) il governo tedesco avrebbe forse usato più flemma: ad esempio quella utilizzata per sviluppare il salvataggio della Grecia (per mesi marchiato come "too little, too late": troppo poco e troppo tardi). Nel maggio 2014, la Germania invece accelera, anticipa soluzioni, attenua il rigore: almeno sul piano istituzionale. E un po' di merito ce l'ha anche la piccola Italia dello "junior premier" Matteo Renzi.



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