BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

IL CASO/ Se il Pil in rialzo diventa una brutta notizia

InfophotoInfophoto

Con l’abolizione della schiavitù in Europa e in America abbiamo perso migliaia di posti di lavoro (basti pensare a quanti navi e porti lavoravano fino all’Ottocento in questo turpe commercio), ma dopo pochi decenni abbiamo creato le rivoluzioni industriali e tecniche proprio perché era venuta meno la schiavitù. La democrazia è una “distruzione creatrice”, dove muoiono attività sbagliate e contro la persona e dopo, quando le civiltà funzionano e con esse la democrazia, ne nascono altre migliori che le sostituiscono.

Potremmo, allora, cogliere l’opportunità di questa proposta polacca per riflettere anche in casa nostra sulla natura del Pil, su che cosa dice e su che cosa non dice, e dar vita ad altri indicatori che diminuiscano quando la gente sta male e si fa male (mentre aumenta il Pil). Un indicatore di felicità soggettiva, ad esempio, che potrebbe dirci altre cose che il Pil non sa dire, o dice troppo poco e sempre più male.

© Riproduzione Riservata.