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I NUMERI/ Europa e Italia (di nuovo) sul baratro

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Una svolta è possibile? Sarebbe doverosa. Ma non avverrà. L’onda euroscettica o neo-nazionalista non spinge le classi dirigenti e i governi a cambiare marcia. Nemmeno il rischio di precipitare in una fase di deflazione e stagnazione sembra aver convinto gli ottusi sostenitori di un’austerità che a questo punto diventa puro autolesionismo. Aspettiamo Mario Draghi che parlerà giovedì dopo la riunione del consiglio Bce. Leadership politiche modeste e senza coraggio si affidano ancora una volta alla banca centrale.

E proprio chi, come la Bundesbank e la Cancelleria di Berlino, alza il cartellino giallo contro gli eccessi della politica monetaria e ne ribadisce i limiti, sfugge alla esigenza di affidare il rilancio a una politica fiscale espansionista. Assurdo, ma vero. Vedremo se la Bce deciderà di usare il bazooka tante volte evocato. E se da qui verrà la spinta sperata. Intanto, i cannoni, quelli caricati non con moneta, ma con polvere da sparo, continuano a tuonare nel bacino del Don.

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