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FIAT/ 2. Jeep e Alfa Romeo, le buone notizie per l’Italia

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Che dire... Marchionne conferma le intenzioni di investimento che dall’annuncio della fusione con Chrysler (1 gennaio 2014) erano ormai esplicite, anche perché conosciute negli stessi ambienti sindacali visto che la Fim-Cisl e la Uilm-Uil in particolare sono impegnate nel rinnovo del contratto di gruppo; chiaro che questo piano era già per loro cosa nota. Al di là di una certa crescita della produzione, bisognerà vedere come il mercato si comporterà, e le incognite sono diverse: secondo gli analisti, quello europeo pare ancora contratto, quello americano in ripresa, quello asiatico è tutto da capire.

Sicuramente, tuttavia, questa è una giornata importante per la produzione italiana, e in particolare per gli stabilimenti di Melfi, Cassino e Mirafiori: con la crescita di Jeep, Alfa Romeo e Maserati, inizierà un importante processo di riassorbimento dell’occupazione, oggi in gran parte coperta dalla cassa integrazione.

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