BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

I NUMERI/ Fortis: Italia, la ripresa c'è (e senza "aiutini")

Pubblicazione:mercoledì 7 maggio 2014

Infophoto Infophoto

Il Pil italiano crescerà dello 0,5% nel 2014 e dell’1,1% nel 2015. Lo sottolinea l’Ocse, che ha rivisto in peggio le previsioni per il nostro Paese rispetto al precedente outlook che erano pari rispettivamente allo 0,6% e all’1,4%. La disoccupazione si mantiene su livelli preoccupanti, con 11,25 milioni di persone in più che saranno senza lavoro alla fine dell’anno rispetto agli inizi della crisi. Per il professor Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, «la performance non esaltante del Pil italiano non va enfatizzata, in quanto la nostra economia si sta risollevando da sola senza le iniezioni di spesa pubblica e di aiuti europei di cui hanno beneficiato altri paesi come la Spagna».

 

Professor Fortis, si può parlare di ripresa o abbiamo solo toccato il fondo?

L’Italia sta uscendo da una crisi artificiale, provocata da una politica di austerità che tra la fine del 2011 e il 2013 ha colpito molto i consumi interni. A peggiorare le cose è stato un crollo della fiducia degli italiani, che hanno tirato i remi in barca per quanto riguarda consumi e investimenti. La disoccupazione è salita a livelli che non vedevamo da tempo, raggiungendo il 12%, e le persone rimaste senza lavoro a loro volta consumano di meno.

 

In che senso quindi dice che l’Italia sta uscendo dalla crisi?

L’Italia senza richiedere aiuti si è assunta il compito di mettere a posto i conti pubblici, di scendere sotto al 3% del rapporto deficit/Pil nel 2012 e nel 2013, con un risultato che confermeremo nel 2014. Il debito pubblico continua a essere alto, ma negli ultimi mesi si è gonfiato per gli aiuti da 55 miliardi di euro destinati a salvare gli altri Ppaesi. Abbiamo inoltre iniziato a pagare i debiti arretrati della Pubblica amministrazione sotto lo stimolo della stessa Ue.

 

Insomma, lei vede una situazione in lento miglioramento?

Proprio così. In questo momento l’economia è ancora traumatizzata dalla politica di austerità e non si può certo dire che corra. D’altra parte sembra essersi risvegliata un po’ di fiducia, come documentano anche gli indici sulla fiducia delle famiglie appena pubblicati dall’Istat. L’economia italiana ha potuto contare solo sulle sue forze e non certo sugli aiuti di qualcun altro, anzi gli aiuti li abbiamo dati noi ai paesi periferici. È anche per questo che nel 2014 non potremo crescere più di tanto, a prescindere dal fatto che si tratterà dello 0,5% o dello 0,8%.

 

Qual è il vero significato economico di questo 0,5%?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
07/05/2014 - crescita e fiducia (antonio petrina)

La crescita senza aiuti è come la caparbietà della Fiat ,che senza aiuti di stato, ha sola investito nella crisi ( Bonanni,Il Sussidiario 01 05 2014) e se altri mostri non verranno all'orizzonte (Tremonti,Italia Oggi 06/05/2014)e se le europee daranno instabilità al governo in carica,si ricadrà nel ginepraio del 2011!