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SPY FINANZA/ Le manovre che preparano un nuovo '92

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C’è fame di questo all’estero? O c’è fame di Finmeccanica, Fincantieri, Poste, Terna, Eni, Enel e via privatizzando con cifre non certo ai massimi delle quotazioni per partecipate di questo valore strategico per un Paese evoluto? Avete idea di quale manovra dovrebbe mettere in piedi Mario Draghi per ribaltare una situazione simile e far ripartire il meccanismo bloccato del credito e della creazione di massa monetaria, eliminando quindi un po’ di gap di competitività tra Europa cosiddetta “core” e “periferica”? Pensate che sia sufficiente una replica del programma Smp, il quale come effetto collaterale agli acquisti portò il raddoppio dello spread spagnolo, da 260 a oltre 500 punti base, durante la sua fase di attuazione nel 2011?

Attenti agli entusiasmi televisivi e ai titoli di giornale, la realtà che vive il Paese e la sua spina dorsale produttiva è ben altro. Non a caso, Fiat ha deciso di dire addio alla nazione per la quale, a detta di Davide Serra, c’è tanto appetito tra gli investitori. Ripeto ciò che dissi tempo fa, siamo alla versione 2.0 del 1992. Solo che ora si chiama rottamazione. E tutti applaudono, perché la retorica del “fare” e la demagogia insita in battaglie populistiche come quella per l’abolizione del Senato coprono con il loro rumore le manovre che agitano il sottobosco del potere economico-finanziario. 



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COMMENTI
09/05/2014 - Euro raus! (Carlo Cerofolini)

E se uscissimo dall'euro?

 
08/05/2014 - Le cose stanno così (Renato Mazzieri)

Davvero ineccepibile. Ed il peggio deve ancora venire. Grazie.