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Economia e Finanza

ALITALIA/ Così Etihad può far "decollare" Linate e Malpensa

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Se sono arrivati a scoprire le carte fino a questo punto, ormai l’accordo dovrebbe essere relativamente vicino. Come è noto il diavolo sta nei dettagli, e quindi ci possono essere dei piccoli intoppi, o delle resistenze quale e là. Ma dopo gli annunci della scorsa settimana, le intenzioni delle due compagnie mi sembrano abbastanza evidenti. Anche l’intervista di Del Torchio indica che ormai l’accordo è in dirittura d’arrivo.

 

Si riuscirà a trovare una soluzione alla questione dei debiti con le banche?

Due banche italiane (Unicredit e IntesaSanpaolo, ndr) hanno partecipato a un’operazione abbondantemente rischiosa, mettendoci parte del loro capitale e facendo anche dei prestiti. Hanno dunque messo “molte uova nello stesso paniere”, con un comportamento notoriamente rischioso. Nei manuali di risk management questo è quello che non andrebbe mai fatto. Le due più grandi banche italiane hanno deciso di farlo ugualmente e hanno continuato ad allungare linee di credito ad Alitalia durante il periodo che va dal 2008 fino all’anno scorso.

 

A questo punto che cosa accadrà?

La questione è molto semplice: Etihad entra nel capitale e salva anche la quota di capitale detenuta dalle due banche, solo a condizione che queste siano disposte a convertire i loro crediti in altro capitale. Etihad non è cioè disposta a entrare in una compagnia che ha esposizione verso le banche che sono peraltro azioniste. Ritengo che quella di Etihad sia una richiesta ragionevole, ed era del resto la stessa richiesta di Air France. Unicredit e IntesaSanPaolo devono rinunciare al doppio ruolo di creditori e azionisti, facendo gli azionisti fino in fondo, convertendo i loro crediti in azioni e aumentando la loro quota investita in Alitalia.

 

(Pietro Vernizzi)

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