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SPY FINANZA/ Banche, gli "inganni" di Mps e Bce

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In quale altro Paese la Borsa ragiona così? Non siamo forse nel gotha del capitalismo e del libero mercato? Bene, allora si applichino le spietate regole del mercato: hai difficoltà? Ti massacro per prendere profitto. Con la banca senese no e temo che con l’arrivo dell’estate il divieto di naked short sul titolo diventerà la norma: due pesi e due misure. In compenso, i vigilantes alzano la voce. Anche la Consob, l’autorità di controllo sulla Borsa, sta infatti monitorando con attenzione l’aumento di capitale di Mps: lo ha garantito proprio ieri mattina Giuseppe Vegas, presidente della commissione, interpellato a margine dell’assemblea di Assolombarda: «Stiamo monitorando, in queste occasioni lo facciamo sempre ma è un monitoraggio ordinario, ordinary business».

Sì, li conosciamo i monitoraggi ordinary business della Consob, quelli ad esempio che hanno consentito al titolo Alitalia di stare sulle montagne russe per settimane, con grande gioia degli shortisti e che non si è mai chiesta perché l’anno successivo alla quotazione in Borsa le squadre di calcio interessate vincessero casualmente lo scudetto. Va beh, poco male, ormai è il mondo al contrario. Guardate il grafico a fondo pagina: ieri, grazie alle parole di Mario Draghi di giovedì scorso, il rendimento del decennale spagnolo è sceso sotto il livello di quello statunitense!

Quindi dobbiamo desumere che il mercato obbligazionario spagnolo sia più sicuro di quello americano? No, è la conferma di quanto vi dicevo nell’articolo di venerdì scorso: le famose manovre non convenzionali della Bce non sono altro che un ennesimo regalo alle banche e la perpetuazione del carry trade obbligazionario sovrano da parte degli istituti di credito con denaro dei cittadini europei a tasso zero, altro che erogazione del credito all’economia reale.

Ci sono almeno quattro ragioni per cui ho la certezza che quei soldi non andranno alle imprese ma faranno fare festa ancora una volta alle banche. Primo, nella documentazione emanata dalla Bce domenica riguardo le nuove aste Ltro, non esiste alcun divieto all’utilizzo dei fondi per acquistare altri bond governativi, almeno per i primi due dei quattro anni di durata di durata: come vi dicevo, il non utilizzo per il credito verrà punito unicamente con l’obbligo di ripagare i prestiti alla Bce due anni dopo e non a scadenza dei quattro. Nient’altro. Secondo, ridurre sostanzialmente il costo del finanziamento delle banche a medio termine può tradursi in una riattivazione del credito soltanto se le banche stesse considerano che il livello corrente di interesse sui margini nei prestiti al settore privato sia sufficiente: se invece vorranno aumentare ancora quel margine, cosa pressoché certa perché non riterranno l’abbassamento dei tassi abbastanza remunerativo del rischio di credito, continueranno a operare come fanno da metà del 2012. Terzo, il grado di elasticità della domanda di credito, nonostante l’abbassamento dei tassi, in un contesto come quello attuale di volontà di deleverage bancario, potrebbe essere molto più bassa del solito. Quarto e ultimo, ricordiamoci sempre che entro il febbraio del 2015 le banche europee devono ripagare ancora 450 miliardi alla Bce per le prime due aste Ltro che vanno a scadenza: anche se useranno tutti i 400 miliardi delle nuove aste per questo, si creerà comunque un gap di 50 miliardi di euro.