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SPY FINANZA/ Italia, la "bomba a orologeria" innescata da Draghi

Pubblicazione:mercoledì 11 giugno 2014

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Il calo congiunturale del Pil è stato dunque la sintesi di un incremento del valore aggiunto nel settore dell’agricoltura (+2,2%), di un andamento negativo nell’industria (-0,4%) e di una variazione nulla nel comparto dei servizi. In termini tendenziali, il valore aggiunto è aumentato dello 0,2% nell’agricoltura, mentre ha registrato variazioni negative in tutti gli altri comparti dell’economia (-0,5% nell’industria in senso stretto, -1,7% nelle costruzioni e -0,2% nei servizi). Dunque, dovremmo a questo il rendimento del decennale più basso dal 1945 a oggi? Per quanto chi detiene quella carta sovrana farà finta di non vedere questi numeri e si affiderà anima e corpo allo scudo di Mario Draghi e ai soldi del monopoli stampati dalle varie Fed e Bank of Japan?

So già cosa state pensando: perché Bottarelli non si gode il momento e guarda sempre al negativo che potrebbe arrivare? Perché, cari lettori, le crisi è meglio prevenirle che curarle. Anche perché con 2120 miliardi di euro di debito pubblico in continuo aumento, il Pil in negativo, le banche cariche di sofferenze e titoli di Stato per 430 miliardi, siamo il bersaglio perfetto per una bella ondata speculativa. E attenzione, la crisi dei mercati emergenti non è finita, ha solo perso intensità ma ci vuole poco perché riparta in grande stile, non dimenticando il focolaio sempre pronto a esplodere della crisi ucraina: come vedete, potenziali destabilizzanti a livello geofinanziario ce ne sono fin troppi e solo chi sta nelle stanze dei bottoni sa quando qualcosa potrà andare fuori controllo. Semplicemente perché lo decide lui, in base ai suoi interessi. Ma siccome faccio dell’onestà intellettuale una bandiera, non mi esimo dal dirvi che ieri è arrivato anche un dato positivo per l’Italia.

Dopo mesi di battute d’arresto, infatti, la produzione industriale è tornata a salire e ad aprile l’Istat ha rilevato un aumento dell’indice destagionalizzato pari allo 0,7% rispetto al mese precedente, mentre corretto per gli effetti di calendario ad aprile l’indice è aumentato, in termini tendenziali, dell’1,6%, registrando il rialzo annuo più alto dall’agosto del 2011. Gli economisti indicavano un aumento dello 0,4% mese su mese e dello 0,6% anno su anno. Nella media del trimestre febbraio-aprile la produzione è calata dello 0,1% sul trimestre precedente e guardando alla media dei primi quattro mesi dell’anno, la produzione è aumentata dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In aprile l’indice destagionalizzato ha registrato variazioni congiunturali positive nei comparti dell’energia (+3,0%), dei beni di consumo (+2,2%) e dei beni intermedi (+0,5%), mentre ha segnato invece una variazione negativa il raggruppamento dei beni strumentali (-1,3%). Facendo poi riferimento alle sole attività manifatturiere, la produzione è aumentata dello 0,4%.


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