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SPY FINANZA/ "L'effetto Giappone" che può mettere in ginocchio l'Italia

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I due grafici a fondo pagina spiegano molte cose: il primo ci mostra come l’altra mattina non ci fosse nessuno scambio in corso sui futures del titolo ventennale giapponese. Zero, mercato morto, il mercato è solo la Bank of Japan. Secondo, ecco plasticamente mostrato l’andamento del settore dei servizi in aprile: vi dice qualcosa, in un Paese come il Giappone che è sempre più per vecchi e che quindi vede il settore dei servizi pesare molto di più dell’industria? Già, perché in Giappone nel 2013 ci sono state 238.632 morti in più rispetto alle nascite e calcolando anche l’immigrazione, la popolazione totale è scesa di 217mila unità rispetto al 2012.

Dando per scontato un tasso medio di 1,35 figli per ogni donna, un po’ più basso del livello attuale, la popolazione giapponese dovrebbe scendere a 99,1 milioni nel 2048 e a 86,7 milioni nel 2060 dai 127 milioni attuali, stando a un report del National Institute of Population and Social Security. Il tasso di fertilità nel 2013 è stato mediamente di 1,43 per ogni donna, un aumento dello 0,02% dall’anno precedente, ma per mantenere il tasso di popolazione ai livelli attuali si dovrebbe salire oltre il 2. E sapete perché contano questi numeri? Semplice, perché proprio a causa dell’esplosione dei costi della sicurezza sociale e dell’assistenza dovuti all’invecchiamento della popolazione, alla fine di marzo il debito pubblico giapponese a sfondato quota 1 quadrilione di yen, per l’esattezza 1,02, in aumento di 33 triliardi dallo stesso periodo dell’anno precedente.

Che dite, avevate mai letto o sentito parlare dei lati oscuri dell’Abenomics da qualche parte finora? No eh, immaginavo. Attenzione quindi a brindare troppo alla Bce che compra e alla giapponesizzazione del nostro debito: dietro i titoli a effetto ci sono sempre delle clausole sgradevoli da leggere.

 

 



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