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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ I 26 miliardi che avvicinano un’altra manovra in Italia

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Dunque, siete ancora convinti che non ci sarà nessuna manovra correttiva in autunno? Siete convinti che, come vi è stato detto durante la trionfale conferenza stampa d’insediamento, verranno pagati tutti i debiti alle aziende che hanno lavorato per la Pubblica amministrazione? È un governo di incapaci, punto. È inutile sventolare la bandiera dello spread basso come una vittoria se poi ogni mese sfondiamo un nuovo record del debito: ve l’ho detto nell’articolo di ieri, al netto dello scudo Bce, le traiettorie di ratio debito/Pil dei Paesi della periferia dell’eurozona sono completamente fuori controllo. Anzi, sono ormai indirizzate verso la necessità di una ristrutturazione: martedì vi parlerò del caso spagnolo, visto che nel fine settimana riceverò dati statistici al riguardo che parlano chiaramente di un epilogo greco per Madrid, vista la continua crescita del debito e la conclamata deflazione in cui verso l’eurozona. Ma qui si festeggia, si festeggia il fatto che le aste di titoli di Stato siano piene e i rendimenti al minimo: peccato che senza le nostre banche che acquistano come se non ci fosse un domani, questo miracolo svanirebbe in trenta secondi. Ventisei miliardi di euro di aumento del debito pubblico in un mese è qualcosa di devastante, altro che governo del fare.

Ora, io so che Matteo Renzi altro non è se non l’esecutore testamentario dell’Italia messo lì da chi ha interesse a vederci soccombere per fare shopping a costo zero, però questo non significa che io accetti silente di diventare un servo della Merkel o della Bce. Ma d’altronde, non c’è da stupirsi: in un Paese dove basta che inizino i mondiali di calcio e tutto il resto passa in secondo piano, è giusto che la gente venga fregata dal governo. È giusto che ci prendano in giro, visto che nessuno si ribella a questo stato delle cose: Renzi sta governando come nemmeno Stalin ma nessuno dice nulla, perché è giovane e intraprendente, mentre gli altri sono vecchi e rubano tutti. A questo porta il qualunquismo: all’aumento del debito pubblico di 26 miliardi in un mese ma tutti zitti, perché questo è l’esecutivo della speranza.

Se soltanto Berlusconi avesse fatto a Mario Mauro e Corradino Mineo quanto fatto da Matteo Renzi sarebbero arrivati i caschi blu dell’Onu a Malpensa: oggi, invece, nulla, guardiamo silenti e gaudiosi il declino finale del Paese. Contenti voi, contenti tutti. Il problema è che chi di dovere sa come ammansire e soprattutto come disinformare: sapete perché, di colpo, in Iraq la guerriglia islamica è tornata a far parlare di sé, riuscendo a conquistare città dopo città, casualmente prendendo per prime quelle dove hanno sede le più grandi raffinerie? Perché gli stessi Stati Uniti che promettono al governo di Bagdad di aiutarlo stanno a loro volta armando e addestrando le milizie qaediste; non tanto perché amino quella gente, ma perché la strategia è chiara: portare scompiglio nelle aree in cui gas e petrolio sono la principale fonte di ricchezza. Destabilizzare attraverso le commodities energetiche: avete idea a quanto ammontino le scommesse rialziste sul petrolio al Nymex di New York? E non da oggi, il record è stato toccato lo scorso marzo: il problema è che con il prezzo del petrolio inchiodato, quei contratti futures cominciavano a diventare una rogna in mano a banche d’affari che di rogne non ne vogliono, preferiscono i profitti. Et voilà, Al Qaeda - puntualmente - torna sulla scena a risolvere i problemi.


COMMENTI
14/06/2014 - Si può cambiare (Renato Mazzieri)

Analisi lucida ed oggettiva. L'unico modo per rovesciare la prospettiva è un sistema di credito alternativo come EkaBank per finanziare l'economia reale sulla fiducia e senza interessi. Non sarebbe una semplice rivoluzione ma un reale cambiamento. Dipende (solo) da noi.