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FINANZA/ 1. Italia, "l'allarme contagio" che Renzi ha ignorato

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

C’è una forte co-dipendenza (rivela lo studio) nella volatilità dei Cds italiani e spagnoli (rispetto a quelli tedeschi). Ciò rende questi due paesi il focolaio di crisi europee. Inoltre, quasi in parallelo, uno studio di Kevin Daniel Sheedy (peraltro divulgato unicamente ai soci del Cepr, Center for European Policy Research- Discussion Paper No. DP9843) sottolinea come in mercati finanziari incompleti (come quelli europei) sono essenziali “obiettivi chiari e realistici di crescita del Pil nominale” per potere disporre del quadro per affrontare il debito (e pubblico e privato).

In parole povere, non solo la strategia “flessibilità per le riforme” (il “patto politico” a cui il Governo mira per il Consiglio europeo dell’ottobre 2014) ha le fragilità illustrate più volte su questa testata, ma se non si appronta subito un piano convincente per ridurre il debito, l’Italia rischia di essere considerata dai partner europei (ben prima di ottobre) come un appestato, o un untore, in grado di contagiare gli altri sui mercati finanziari. In tal caso, l’esecutivo Renzi potrebbe utilizzare il semestre di presidenza italiana degli organi di governo Ue unicamente per appellarsi alla “clemenza della Corte”.

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