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Economia e Finanza

TASSE/ Forte: il finto taglio di Renzi ci fa pagare di più

In Italia la pressione fiscale resta elevata e secondo FRANCESCO FORTE il Governo Renzi non ha affatto tagliato le tasse. Al contrario, sono in realtà aumentate

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

È stato un lunedì nero per gli italiani dal punto di vista fiscale. Secondo le stime della Cgia di Mestre, famiglie e imprese hanno versato più di 54 miliardi di euro tra imposte, tasse e tributi, compresa la nuovissima Tasi. Non arriva dunque come una sorpresa la notizia data da Eurostat secondo cui in Italia il fisco ha un peso sul Pil superiore alla media europea. Ne abbiamo parlato con Francesco Forte, ex ministro delle Finanze, che non nasconde il fatto che «50 miliardi che spariscono dai conti correnti dei privati per andare nelle casse del Tesoro non sono certamente un toccasana per il credito alle imprese, specie in un periodo in cui, tra l’altro, gli strumenti all’uopo annunciati da Draghi non sono ancora operativi».

Com’è stato possibile giungere a una situazione del genere?

C’è stato un errore tecnico dovuto alla mancanza di competenza di chi gestisce la cosa pubblica. Siamo passati dal Governo Monti, fatto più da professori che da tecnici, a quello guidato da Letta, un esecutivo ragionevole fatto di politici esperti. Ora siamo finiti nelle mani del Governo Renzi, che vuole fare le riforme, ma manca di cultura, che consiste anche in preparazione. Nella presentazione di tanti volti giovani e semisconosciuti non c’è alcuna scelta generazionale, ma solo una decisione prettamente politica: non mostrare agli italiani persone legate al vecchio Pci.

Sta quindi dicendo che mancano persone preparate al Governo?

Renzi non ha competenze in materia fiscale e il ministro dell’Economia chi si è scelto è esperto in questioni internazionali, ma non ha nessuna preparazione in politica tributaria e non è affiancato da nessun esperto del settore. Il risultato è che così tanti pagamenti in un’unica data non solo risultano scomodi, ma creano un effetto negativo di politica monetaria, perché generano un buco di liquidità eccessiva in un solo giorno.

Intanto però il Governo ha iniziato a ridurre le tasse, grazie al bonus di 80 euro in busta paga…

Renzi ha finanziato apparentemente una riduzione fiscale: in realtà, si tratta di un aumento.

In che senso?

Il decreto Irpef che contiene il bonus da 80 euro porta con sé anche un aumento dell’imposta sulle rendite finanziarie a partire dal 1° luglio. Per quanto possa essere vero che è meglio tassare i ricchi che i poveri, in questo caso a essere maggiormente coinvolte sono le classi medie. C’è una redistribuzione delle tasse in cui l’effetto marginale negativo è superiore all’effetto marginale positivo. Inoltre, gli enti locali stanno aumentando continuamente le imposte, come si è visto con il passaggio dall’Imu alla Tasi, soprattutto nel caso non si tratti di prima casa.

Tenendo conto dei vincoli di bilancio europei, è possibile ridurre le tasse in Italia?


COMMENTI
20/06/2014 - Io credo che, se i Cittadini potessero (Di Tolve Vincenzo)

metterli in fila tutti i Politici&Magistrati sull'Anulare& Tangenziali per poterli prenderli a calci nel c**ogni settimana,penso che non alzerebbero la manina per aumentarsi il milionario stipendio&Vitalizio anche perchè molti fannulloni Giustizialisti&Traditori Voltagabbana,credo che molti si dismetterebbero a furia prendere di calci salutari!La Cgil come mai non ha proposto lo stesso metodo per aumentare i Salari ed Assegno Pensione a Cipputi&Son?Se questi i lavoratori devono scioperare per scuse Politico con rivolte su gru,Silos e suicidi non sarà che non fanno bene il loro mestiere?Pensaci Giacomino!

 
17/06/2014 - Siamo messi male! (Carlo Cerofolini)

Stando così le cose e viste le premesse e gli effetti negativi già evidenti, è chiaro che – grazie soprattutto alla velocità ed alla spinta innovativa di Renzi – questa compagine governativa sicuramente farà del suo meglio per aggravare irrimediabilmente la già grave situazione economica e sociale dell’Italia.