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SPY FINANZA/ Dalla Spagna all'Italia, i numeri che smontano la ripresa

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Anche le sofferenze nette hanno registrato un aumento, passando dai 75,7 miliardi di marzo a 76,7 miliardi e il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è salito al 4,23% dal 4,12% di marzo (e dallo 0,86% pre-crisi). Le sofferenze nette su capitale e riserve, invece, si sono attestate al 18,93%, tasso che si confronta con il 17,99% di marzo. Mentre le sofferenze continuano ad aumentare, a maggio la raccolta bancaria è calata, su base annuale, dello 0,72% a 1.724,5 miliardi (-12,5 miliardi), mentre su base mensile ha registrato un aumento assoluto pari a 2,5 miliardi. Inoltre, sempre lo scorso mese, l’Abi ha rilevato che il controvalore delle obbligazioni detenute dagli italiani in portafoglio sia ulteriormente calato del 7,24% annuo a 492 miliardi. «Un calo che corrisponde a 38,4 miliardi di euro e che si riflette inevitabilmente in una contrazione dei prestiti a breve e a lungo termine», ha sottolineato l’ente presieduto da Antonio Patuelli.

I prestiti a breve termine sono scesi del 5,42% a 359 miliardi, mentre quelli a lungo termine dello 0,98% a 1.065 miliardi. Il totale degli impieghi, che include sia quelli al settore privato sia alla Pubblica amministrazione, sono diminuiti del 2,94% a 1.837,4 miliardi, mentre gli impieghi bancari sono scesi, sempre a maggio, del 2,14% tendenziale a 1.424 miliardi. Con numeri così, l’economia non ripartirà mai. Aspettiamo le aste di Mario Draghi, tanto per capire quanto le banche ci prenderanno in giro anche questa volta, tenendo il malloppo e comprando debito pubblico. Ma lo spread è basso e sono iniziati i mondiali, festeggiamo.

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