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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ Gli "affari" degli Usa dietro le crisi in Iraq e Ucraina

Barack Obama (S) e George W. Bush (Infophoto)Barack Obama (S) e George W. Bush (Infophoto)

Nonostante ciò, che avvallerebbe le indecisioni di Obama, in America si stanno agitando potenti forze trasversali, sia democratiche che repubblicane, che invece sostengono la necessità di un intervento militare. Non solo in Ucraina ma anche nel Golfo. Queste forze non credono che sia opportuno rimandare lo scontro, come vuole Obama. D’altra parte, le basi di sistemi e modelli di pagamento alternativi al dollaro si stanno materializzando. La paura dei neocon è che rimandare significa permettere il consolidamento della “yuanizzazione” di una porzione consistente (più del 30%) del commercio mondiale. Ciò, secondo i neocon, non sarebbe affatto compensato dall’annessione dell’Europa agli Usa, che vedono nel declino di Francia e Regno Unito una pesante svalutazione del valore degli asset europei.

È in questo contesto che sui grandi giornali americani si leggono interventi pesanti di neocon che accusano Obama di infliggere un danno agli Usa se non interviene in Iraq e in Ucraina. Di particolare interesse è stato l’intervento di Robert Kagan (marito di Susan Nuland, la nota diplomatica del “fuck Eu” che fu portavoce della Clinton) sul New York Times, che riferendosi alla possibile candidatura di Hilary Clinton ha scritto: “Hillary Clinton rimane l’arca nella quale molti interventisti ripongono la loro fiducia”; “ho fiducia nelle sue scelte di politica estera, e se farà ciò che dice è qualcosa di simile a quel che vogliono i neocon”.

Posizioni estreme e molto preoccupanti, visto che quando Hillary Clinton fu responsabile della politica estera Usa ottenne pochissimi e modesti risultati. Però il recente arresto del presunto attentatore che provocò nel 2012 la morte dell’ambasciatore americano Chris Stevens sembra capitare proprio al momento giusto per aiutare Hillary for President.

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COMMENTI
23/06/2014 - commento (francesco taddei)

in italia le tasse sono altissime per via della malattia dello statalismo che impone vagonate di denaro per ripagare il debito pubblico. in grecia il casino fu causato da un debito pubblico non più ripagabile con il pil greco. in tutto ciò l'euro neanche è stato scalfito. è colpa dei politici che governano (regnano?) o dell'euro?