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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ Gli "affari" degli Usa dietro le crisi in Iraq e Ucraina

Tutta la liquidità immessa dalla Federal Reserve per fronteggiare la crisi può rendere il sistema fragile, a meno di - spiega PAOLO RAFFONE - eventi geopolitici di grande importanza

Barack Obama (S) e George W. Bush (Infophoto)Barack Obama (S) e George W. Bush (Infophoto)

Sono passati sette anni dal terribile crac finanziario del 2007. Gli analisti allora prevedevano un’inarrestabile dislocazione geopolitica dell’Occidente. Non è avvenuta finora perché la Fed ha inondato il mondo di dollari, con il cosiddetto programma di “rilassamento quantitativo”. Alcune decine di miliardi di dollari al mese sono stati immessi nei sistemi finanziari, evitando il crollo del tetragono mondiale: il dollaro e la sua economia finanziarizzata. Poiché i cannoni senza il dollaro e il dollaro senza i cannoni non avevano ragion d’essere, l’America ha scelto il patto tra Stato e finanza. Non è stato così in Europa dove i cannoni sono rimasti nazionali (e piuttosto arrugginiti) e la moneta è diventata comune. Il risultato a oggi è che l’America galleggia su un “mare di simil dollari” che mantiene in vita artificiale anche l’euro. Però, mentre l’economia reale americana, quella delle grandi corporations, si è resa autonoma, e quasi immune dalla crisi e dalle politiche monetarie e fiscali federali, l’Europa è attraversata da una recessione dell’economia reale che si espande anche verso i paesi cosiddetti virtuosi.

L’America dispone così di due potenti strumenti mondiali: da un lato, i dollari e i cannoni, controllati dalle politiche statali; dall’altro, l’economia reale che, in tandem con la Cina, è diventata un’economia mondo. Invece, l’Europa possiede una moneta sopravvalutata, proprio perché funzionale al dollaro, ma non dispone dei cannoni e nemmeno delle grandi corporation dell’economia reale. Tuttavia, va ribadito che ancora oggi né l’America, né l’Europa sono crollate.

Da alcuni anni in America gli studiosi di economia hanno chiarito che continuare l’inondazione di dollari rende fragile il sistema (eccesso di liquidità), a meno che non vi siano “eventi” che permettano di “far sfogare” la massa monetaria liquida trasformandola in qualcosa di simile al profitto. Solo degli eventi geopolitici maggiori, cioè una ristrutturazione di portata mondiale, potrebbero produrre un tale effetto. La comprensibile avversione di Obama verso nuovi interventi militari ha fatto passare 5 dei 7 anni in un limbo decisionale che ormai diventa sempre meno difendibile. Anche i recenti dati del Pil americano sono allarmanti: nel primo trimestre 2014 il Pil ha registrato un preoccupante -1%, e il secondo trimestre si annuncia peggiore del primo. Le elezioni di mid-term si avvicinano pericolosamente (novembre 2014) e quelle presidenziali sono alle porte (novembre 2016).

È così che due gravi crisi geopolitiche si sono presentate all’orizzonte: l’Ucraina e l’Iraq. Due crisi su una sola faglia geopolitica che ha provocato importanti riallineamenti regionali sia in Occidente che in Eurasia, comprese le sue appendici subcontinentali dell’Asia occidentale e meridionale.


COMMENTI
23/06/2014 - commento (francesco taddei)

in italia le tasse sono altissime per via della malattia dello statalismo che impone vagonate di denaro per ripagare il debito pubblico. in grecia il casino fu causato da un debito pubblico non più ripagabile con il pil greco. in tutto ciò l'euro neanche è stato scalfito. è colpa dei politici che governano (regnano?) o dell'euro?