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ALITALIA/ I "privilegi" che nemmeno Renzi riesce a rottamare

Pubblicazione:domenica 22 giugno 2014

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Come lasciare 2.251 lavoratori di Alitalia senza ammortizzatori sociali? Difficile credere che si possano mandare a casa d’emblée, ed è naturale che il sindacato protesti sostenendo che non sarebbe assolutamente giusto. E infatti la trattativa si sposterà presto dalla sede della compagnia aerea a quella del ministero del Lavoro o a Palazzo Chigi. Del resto, come negare la cassa integrazione quando nella stessa Alitalia ci sono stati quasi 8mila cassaintegrati dal 2008 che sono costati già un miliardo di euro di fondo speciale del trasporto aereo alle casse pubbliche (le risorse sono reperite con una pesante tassa d’imbarco che pagano i passeggeri in partenza dagli aeroporti italiani), un altro miliardo pesato sulle casse dell’Inps e ora ne costeranno altrettanti almeno fino al 2017?

Ha senso tenere in vita un’azienda per niente strategica con questi costi? O dietro il dramma sociale di migliaia di addetti si nasconde la necessità di tenere il vita un’azienda decotta incapace di stare sul mercato e sempre meno usata dai volatori italiani? Basti pensare che nel 2013 in 24 milioni hanno viaggiato con Alitalia (17%) contro i 144 milioni di viaggiatori complessivi.

Entro un paio di settimane si perverrà a un accordo assecondando i desiderata della compagnia emiratina Etihad che vuole la nuova società pulita da ogni debito pregresso e al riparo da qualsiasi contenzioso da parte dei lavoratori licenziati. Ammesso e non concesso che le richieste di Etihad siano accettabili - 2.251 esuberi, conti in ordine della nuova società con l’azzeramento dei crediti alle banche, la liberalizzazione di Linate, il ridimensionamento di Malpensa e l’Alta velocità a Fiumicino -, i costi pubblici di questa operazione andrebbero calcolati. E una volta calcolati i benefici andrebbe verificato se il piatto della bilancia resta positivo. Ma restando sugli effetti del profilo “sociale” della fusione con Etihad emerge che allo Stato resta da sostenere la cassa integrazione di “lusso” degli addetti di Alitalia che risulta essere almeno quadrupla rispetto a quella percepita dai lavoratori normali, che portano a casa un assegno mensile di 900 euro, contro quello di oltre 4.000 euro di un addetto di Alitalia.


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COMMENTI
23/06/2014 - Bene.... (Guido Gazzoli)

Caro sig. Crippa concordo sulla sua proposta ad una condizione...che a questo punto mi venga restituito il posto di lavoro in quanto messo a terra in base ad un decreto ad hoc (per anzianità ) in contrasto con le leggi Italiane... le rammento che la quota dei 3 Euro non l'ho decisa io ma a quanto pare a Lei piace moltissimo abbattere la scure contro chi lavora piuttosto che contro un sistema che , seppur denunciato in tutte le sue malefatte , continua imperterrito a produrre gli stessi danni al paese. Ah..dimenticavo...a questo punto pure i bancari ed i dipendenti delle poste restituiscano il "maltolto" ( ma perchè...non se ne è accorto ? eppure lì percepivano il 90% con contributi addirittura solo da parte dello Stato... ) e pure tutte le categorie i cui drammi , che evidentemente Lei non afferra , sono stati retribuiti con le accise sui carburanti...e non sono state solo tragedie tipo terremoti.

 
23/06/2014 - all'attenzione di Crippa (Silvia Rossi)

vorrei rammentarle che non sono solo gli ex dipendenti del trasporto aereo a godere dei "vantaggi" se così si può dire di ammortizzatori superiori a 1.000 euro e comunque scriva al governo e ai sindacati per far ridurre gli importi della cigs agli ex lavoratori. Sono stati loro gli artefici del nostro licenziamento. Vuole fare a cambio con me? Io gli do la mia mobilità e io prendo il suo posto di lavoro. Ci sta? Ma è mai possibile che bisogna sempre ragionare: mal comune mezzo gaudio? Se c'è qualcuno che può stare un pochino meglio, si fa per dire, rispetto agli altri, c'è da avere invidia? Se cominciamo a parlare di privilegi, dovremmo stare qui a scrivere per ore, perché la lista sarebbe lunga.

 
22/06/2014 - La reazione dei privilegiati (Giuseppe Crippa)

Offro tutta la mia solidarietà a Dario Balotta del quale condivido tutto l’articolo ed in particolare la conclusione con la richiesta di portare a 1000 euro al mese la CIGS per tutti i dipendenti Alitalia indipendentemente dallo stipendio goduto, esattamente come capita a tutti i lavoratori italiani tranne alla signora Rossi ed ai suoi colleghi. A Guido Gazzoli poi chiederei anche di restituire agli italiani la quota di CIGS di cui ha goduto in questi anni grazie ai 3 euro ad imbarco che la gente come me ha dovuto pagare.

 
22/06/2014 - cigs Az non guadagnano 4.000 non gravano su stato (Silvia Rossi)

Sono una cassintegrata Alitalia, ora in mobilità e devo contestare l'articolo del sig. Dario Balotta che si definisce esperto di trasporto aereo per dire che è falso che un lavoratore Alitalia in cigs percepisce in cigs 4.000 euro e che grava sullo stato, e spiego perché. Il lavoratore Alitalia e del trasporto aereo (Sea, Meridiana, Livingstone, ecc) percepisce fino all'80 per cento del reddito che lui guadagnava nell'ultimo anno antecedente alla messa in cigs e per un lavoratore di terra si può arrivare anche a 1.600-1800 euro, mentre per il personale di volo le cifre cambiano a seconda se si tratti di piloti, di comandanti o di assistenti di volo. Inoltre il Fondo speciale trasporto aereo è finanziato in parte dalle aziende, dai lavoratori e da una tassa di 3 euro che pagano i viaggiatori dagli aeroporti italiani e quindi che c'entra lo "Stato"? A me sembra una guerra dei poveri e comunque i lavoratori vorrebbero lavorare e non stare a casa in attesa di diventare "disoccupati" e poi andare a finire sotto i ponti. Prima di scrivere queste falsità, è bene informarsi per non divulgare notizie errate. Una ex dipendente Alitalia, in mobilità

 
22/06/2014 - SI CONTINUA A NON CAPIRE... (Guido Gazzoli)

L' FSTA oltre che alla tassa famosa dei 3 euro a passeggero è alimentato dai lavoratori e dalle imprese...ma questo pare difficile da capire..si continua a tirare in ballo l'INPS ( che paga la CIGS base ) e lo Stato ( idem ). Ricorderei all'estensore dell'articolo che nel 2008 per la prima volta in Italia andarono in CIGS i lavoratori più anziani..contravvenendo alla legge e sopratutto con decreti ad hoc . Perchè non si guardano le gravissime responsabilità di chi questa storia della fenice l'ha messa in piedi e si punta solo su chi in Alitalia ci lavorava o ci lavora ? Insomma..perchp non ci si informa meglio ??? Guido Gazzoli

 
22/06/2014 - LEI NON DICE LA VERITA' (johnstone jimmy)

E' vero che in rete si puo' scrivere di tutto... I dati riportati dal nostro 'esperto' sono assolutamente inesatti... I 4000 euro sono percepiti da una parte del personale navigante che ahime' rappresenta circa il 10 per cento di tutta la forza lavoro Alitalia. Si informi in maniera piu' dettagliata e non approsimativa e qualunquista-populita su stipendi e ralativa cassa integrazione di tutto il personale di terra Alitalia