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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ Ecco chi sta decidendo il futuro dell'Europa

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Questo spiega la battaglia furente del premier britannico Cameron per la possibile nomina di Jean-Claude Juncker a capo della Commissione europea. Pare chiaro che Cameron sia cosciente che gli alleati americani stanno giocando su più piatti europei: da una lato, la conclusione del Ttip (affidato al Regno Unito, che infatti reclama il Commissario al Commercio); dall’altro, la garanzia della continuazione della dominanza del dollaro sull’euro (affidato alla Germania austera e rigorista). Intanto, in modo consapevole o meno, il drappello degli euroscettici ed eurocritici fanno buon gioco ai fautori del piano B.

Eccezione molto sorprendente è l’Italia. L’abilissimo giovane premier, Matteo Renzi, ha dato prova di essere un esperto di tattica veloce (oltre a essere un bravo oratore). Con l’abilità del coccodrillo, azzanna dove può senza esporsi a ritorsioni (almeno per ora). Tra Matteo e Angi non è scoppiato amore a prima vista, ma certo un’intesa di scopo c’è. Questa si traduce in un salvifico viatico populista che la Germania ha consegnato a Parigi e Roma per permettere a quei governi di restare sotto l’egemonia teutonica dando una qualche soddisfazione di facciata ai propri cittadini.

Che le regole non si cambino è cosa certissima. Invece, in base ai progressi delle riforme - cioè del grado di maggiore compatibilità con l’egemone - si pospongono gli obblighi sottoscritti in materia fiscale e di bilancio. Quanto basta per far dichiarare vittoria a Renzi e Hollande. Il tutto è inzeppato di corollari retorici sulla crescita, la creazione di posti di lavoro, e il pattugliamento del Mediterraneo. Annunci utilissimi per chi deve governare in paesi grandi e difficili, dove oltre i due terzi della popolazione non gradiscono affatto i governanti: nel caso italiano, al netto delle astensioni, il peso politico reale del Pd è di circa il 22%; in Francia, la situazione è invece pre-rivoluzionaria, con un Ps terzo partito in basso dopo il blocco conservatore (Ump) e reazionario (Fn).

In conclusione, l’Europa sta decidendo in un tempo molto difficile. Non sa bene dove vuole andare ma cerca di non implodere. Molto della tenuta del sistema dell’Unione europea dipenderà dalle decisioni di quei “signori”, che per ora sono ancora in una guerra aperta tra loro. Una cosa è sicura: l’Unione europea non siede al tavolo delle oligarchie che decideranno del nostro futuro, più prossimo che venturo. 

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COMMENTI
25/06/2014 - È colpa nostra (Renato Mazzieri)

Mai come oggi. il potere è fondato sul denaro. Ed è colpa nostra. Chiediamo, ci lamentiamo e protestiamo, soprattutto invidiamo, e non facciamo quello che servirebbe per cambiare davvero: innanzitutto unirci.