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FINANZA E POLITICA/ Sapelli: ecco le "mummie" che portano l'Europa nella tomba

Pubblicazione:giovedì 26 giugno 2014

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Di più. Se ricorderete la Germania si era detta favorevole alle misure recentemente assunte da Draghi, ben lontane dal Qe ossia dalle misure tipo Fed e banche centrali di Giappone e Regno Unito, ma pur sempre invise alla retorica dominatrice ordoliberista teutonica. Molti degli analisti si chiedono il perché di questo rammollimento della Germania. La risposta è duplice. La prima è quella detta in precedenza: la stagnazione, checché ne dicano gli inconsapevoli, sta aggredendo la Germania e se essa si ferma o rallenta tutta l’Europa morirà di broncopolmonite. Vi è poi un’altra tesi che dice che i tedeschi allentano i loro principi perché sono preoccupati del rallentamento della Francia che, a sentire e a leggere ciò di cui si discute e si scrive nei suoi centri di ricerca, sta piombando in una crisi irreversibile.

Vi è certo un po’di esagerazione, ma la questione è sul tappeto. Non a caso la Germania approfitta della debolezza francese per inserirsi nella partita dell’assalto ad Alstom condotta da General Electric per insidiare, con i giapponesi, il grande ruolo francese nelle turbine per reattori nucleari et similia. Non si son fatti i conti con l’aggressività straordinariamente intelligente del capo della GE, Immelt, il quale ha proposto non solo un piano occupazionale ben vantaggioso per l’azienda francese, ma è altresì disposto a condividere non solo più gli azionisti privati ma pure lo Stato nella governance e nella proprietà, sulla scia delle giuste teorie del Montebourg ministro dell’Economia. Lo Stato francese ha acquistato dal gruppo Bougues il 20% della quota (il 29%) da questo posseduta in Alstom, dando in tal modo vita a una ben strana creatura di corporation big global player: Usa e insieme impresa pubblica e privata francese, dove lo Stato potrà sempre dire l’ultima parola ed entrare in campo non dall’esterno, ma dall’interno dell’impresa.

Ma va notato, è questo che più mi interessa geo-strategicamente, che così GE controlla ora la spina dorsale del motorismo e della meccanica di precisione computerizzata (meccatronica semiautomatizzata) proiettata sul futuro, ossia con le macro stampanti 3-D in tutta Europa. Di fatto, con l’acquisto recente della gloriosa Avio in Italia e ora di Alstom in Francia, spiazzando l’industria tedesca su un terreno che si credeva fosse - nel Vecchio continente beninteso - di solo domino teutonico-italico. Ebbene, che cosa vi è alla base di tutto ciò? Non vi è solo il profitto o la sete di potenza. Vi sono le preoccupazioni geostrategiche della direzione cuspidale degli Usa, che sarà debole e fragile ma è ancora prima donna quando si tratta di corporation e di affari corporati.


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