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FINANZA E POLITICA/ Dall'Italia le firme contro il "trucco" di Renzi e Merkel

Mentre Renzi e Merkel parlano di “austerità flessibile”, GUSTAVO PIGA ci spiega perché si sta muovendo per raccogliere le firme necessarie a quattro referendum sul Fiscal compact

Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto) Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)

Si deve alzare il sipario, rompere il silenzio su quello che il professor Gustavo Piga chiama, rifacendosi a un economista francese, il “dibattito proibito”. E occorre lanciare un grande segnale dal basso contro questa politica di “ottusa austerità” in campo europeo che sta facendo solamente soffrire milioni di cittadini. Gustavo Piga è professore di Economia politica all’Università di Roma, Tor Vergata. E da diversi anni, pubblicamente, mettendoci la sua faccia, definisce questa politica dell’austerità una scelta ottusa. Piga precisa: «A volte l’austerità serve, è necessaria in tempi di espansione economica, ma diventa un’assurdità, appunto una scelta ottusa, in un periodo di recessione come quella che stiamo vivendo».

 

Siete passati dall’analisi, dallo studio, dalle dichiarazioni a un passo che si potrebbe definire di carattere politico, o che in tutti i casi avrà certamente una grande eco pubblica, con la presentazione di quattro referendum sostanzialmente contro il Fiscal compact.

Ripercorrendo questo percorso poteri dire che siamo partiti da un’associazione di cui ero presidente, “Viaggiatori in movimento”, abbiamo continuato nelle nostre analisi e alla fine siamo arrivati a costituire un Comitato di 16 persone, del tutto trasversale come posizioni politiche, perché ci sono persone del tutto indipendenti, economisti che hanno una matrice di destra e altri, economisti o politici, che vengono dalla sinistra. In questo comitato si possono trovare persone come Baldassarri, come Nicola Piepoli, come persone che militano in Sel o nel Pd. Ci sono economisti, giuristi.

 

L’obiettivo?

Raccogliere le firme, 500mila firme, per arrivare a quattro referendum che siano in grado di depotenziare il Fiscal compact. Quattro quesiti referendari per modificare alcuni articoli della legge 243 del 2012, approvata dal governo Monti, che ha costretto l’Italia a vincoli persino più stringenti di quelli previsti dalla normativa europea. Abbiamo voluto fare i “più belli di tutti” in questo campo. Un’autentica assurdità.

 

Il risultato è quello che lei ha indicato da anni.

Tutti i documenti di programmazione economico-finanziaria da allora si sono attenuti ai vincoli europei, con gravi conseguenze sul piano economico e sociale. Basta guardare i dati, basta fare il triste elenco di tutti i risultati di questi anni.

 

Perché avete scelto il 26 giugno per presentare questi quattro quesiti referendari e perché avete pensato a dei referendum?


COMMENTI
27/06/2014 - Ma a voi due vi pagano per scrivere commenti ? (Giovanni T.)

1)L’unico REFERENDUM ammesso da noi è quello abrogativo, quindi in questo caso e tutt'altro che inutile --------------------------- 2) Di ottuso c'è soltanto la pretesa di pensare di voler abbattere un debito che ormai da oltre 20 anni si autoalimenta esclusivamente soltanto a causa degli interessi e tentare di farlo senza la propria sovranità monetaria come accade in tutti gli altri paesi fuori dall'euro, anzi invece di affrontarlo creando crescita e inflazione, in modo criminale e totalmente idiota, si vuole abbatterlo aggredendo redditi e risparmi dei cittadini e delle imprese spingendoci, e credo purtroppo volutamente, verso l'inevitabile maledetta spirale deflazionistica.

 
27/06/2014 - Referendum (LUISA TAVECCHIA)

I referendum in Italia sono consultivi in altri Paesi (es Svizzera)sono propositivi, e se superano il quorum sono subito operativi. Quindi non spendiamo soldi inutilmente. grazie luisa

 
27/06/2014 - Ottuso è continuare a fare debiti (Moeller Martin)

Ottuso è sapere di avere già oggi un debito pubblico stellare e di continuare imperterriti ad aumentarlo. Ma ancora più ottuso è pensare che i nostri partners europei siano disposti a seguirci su questa strada.