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SPY FINANZA/ La "bacchettata" a Usa e Uk che fa temere un'altra crisi

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Riguardo ai tassi di interesse, la Bri è molto chiara e chiede altrettanta chiarezza alle banche centrali in fatto di comunicazione quando si entrerà in un periodo di politiche monetarie restrittive: un messaggio abbastanza esplicito verso la Bank of England, visto che il governatore Mark Carney ha parlato di un aumento dei tassi graduale e limitato fino al livello del 2,5%. Il problema, almeno per la Bri, è che per la “regola di Taylor”, i tassi impliciti nel Regno Unito ci dicono che bisognerebbe già ora essere a un livello dell’1,5% in più rispetto ai tassi attuali dello 0,5%. E lo stesso John Taylor, economista a Stanford e appunto inventore della regola che è una vera e propria guida per le banche centrali in fatto di utilizzo dei tassi in risposta all’inflazione, intervistato dal Daily Telegraph ha notato come «un distaccamento da politiche basate si regole chiare all’inizio del XXI secolo ha reso il ruolo dei decisori più opaco».

Le banche centrali, a suo dire, devono tornare al più presto a un’impostazione più ortodossa del loro ruolo: «Se le politiche legate ai tassi fossero state differenti, penso che oggi le economie sarebbero più forti e l’unico pensiero nella testa dei banchieri centrali sarebbe aumentare i tassi. Non dico che questo debba avvenire oggi o la settimana o il mese prossimo, ma se ci si muovesse gradualmente verso un aumento dei tassi di interesse, i mercati lavorerebbero meglio. Anzi, lavorerebbero finalmente come mercati, visto che questi tassi eccessivamente bassi - pressoché a zero - stanno causando unicamente ricerca del rendimento e accettazione di rischi eccessivi che potrebbero tramutarsi in squilibri e creare problemi lungo la strada verso la ripresa».

Come la penso al riguardo, lo sapete da tempo: a mio avviso Taylor è eccessivamente ottimista nel vedere potenziali rischi sulla strada della ripresa, visto che la stessa è stata già compromessa sul nascere proprio dalle politiche delle banche centrali, le quali non contente di aver inondato il globo di denaro per mantenere alti gli indici azionari, ora non sanno più come riuscire ad alzare anche minimamente i tassi senza causare disastri. Anzi, addirittura la Fed sta implicitamente facendo fuggire gli investitori dal mercato obbligazionario - i tassi dei Treasuries non sono mai stati così bassi, ormai al di sotto del tasso di inflazione - per indurre una rotazione nelle equities per mantenere in rally Wall Street.

Siamo alla follia, il problema è che il conto lo pagheremo noi, non certo i cosiddetti regolatori o decisori. Se anche la Bri è arrivata a una denuncia così netta, vuol proprio dire che siamo nei guai.



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