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FINANZA/ SuperMario regala (altro) tempo e soldi a Renzi

Pubblicazione:venerdì 6 giugno 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Super Mario stavolta è andato al di là di ogni aspettativa. Il pacchetto di misure annunciato al termine della riunione della Bce fa impallidire, per la varietà e le dimensioni degli strumenti all’opera, il bazooka di Ben Bernanke o la stessa Abenomics. Ancor più stupefacente, il banchiere è riuscito ad avere l’appoggio unanime del direttorio, a differenza di quel che era successo in occasione del varo del primo prestito Ltro o in occasione degli Omt, gli strumenti di pronto intervento a favore dei paesi sotto tiro che la banca ha annunciato ma mai usato.

Certo, gli incontentabili potranno commentare che l’azione della Bce è tardiva: le stesse misure, adottate a inizio 2014, quando già si erano manifestati gli effetti nocivi sulla crescita e la caduta dei prezzi, avrebbero potuto essere ben più efficaci. Ma accontentiamoci: la rabbia con cui una parte dell’opinione pubblica tedesca ha salutato i tassi zero (vissuti come un attentato alle virtù del risparmio teutonico) dimostrano che in questi mesi Draghi non è certo stato con le mani in mano, bensì ha costruito nella stessa Germania, spaventata dalla crisi ucraina, il consenso politico necessario per un’operazione che ribalta, almeno all’apparenza, la filosofia monetaria di Francoforte.

In sintesi, la Bce ha approvato un ventaglio di misure forti:

- Il tasso principale della Banca centrale europea è sceso allo 0,15%, nuovo minimo storico, dal precedente 0,25%.

- Il tasso sui depositi “overnight” delle banche - cioè la liquidità che resta presso la Bce - scende per la prima volta in negativo al -0,1%, una mossa che ha un solo precedente in Danimarca.

- La Bce interrompe le operazioni settimanali con cui riassorbe la liquidità creata comprando titoli di Stato durante la crisi del debito, pari a circa 165 miliardi di euro. Da quattro anni, ogni settimana la Banca centrale “drena” dal sistema - offrendo depositi fruttiferi alle banche - la liquidità immessa con i riacquisti di titoli di Stato nell’ambito del programma Smp, che ha dato ossigeno ai paesi colpiti dalla crisi (vedi Grecia e Portogallo).

- Vengono varate “nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine per il sistema bancario”, i Tltro (Targeted longer-term refinancing operations), prestiti a lungo termine che le banche potranno sfruttare purché a fronte di erogazioni di credito all’economia reale. Le controparti avranno diritto di prendere a prestito il 7% dell’ammontare delle loro esposizioni al settore non finanziario (mutui esclusi) al 30 aprile 2014: 400 miliardi di euro. 

- Si mettono le basi per un eventuale Quantitative easing europeo con gli interventi a favore del mercato degli Abs, gli strumenti finanziari obbligazionari garantiti da un sottostante (in genere mutui o crediti sull’auto), emessi per coprire dei prestiti. Strumenti “semplici, non complessi, fondati su prestiti reali e trasparenti”, ha sottolineato lo stesso Draghi.

- Otre a ciò, la Bce ha deciso il prolungamento delle condizioni estremamente generose delle aste repo.


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