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ALITALIA/ Linate-Malpensa, così l'Ue può "frenare" Etihad

Pubblicazione:sabato 7 giugno 2014

Linate (Infophoto) Linate (Infophoto)

Così come è avvenuto in altri contesti, bisognerebbe impostare una sorta di commissione di gara giudicatrice degli slot migliori che sarebbero sicuramente richiesti da tantissimi altri soggetti che si troverebbero a operare da Linate. Soggetti che, per esempio, potrebbero avere interesse ad attivare rotte verso Zurigo, la Russia, la Turchia, Israele e altre destinazioni che in questo momento non sono tecnicamente raggiungibili a causa della regolazione cui è sottoposta Linate. Non credo che si riuscirà ad approdare a una soluzione di questo tipo, perché ciò comporterebbe effetti di distorsione della concorrenza che la Commissione Ue vorrebbe verificare nel dettaglio.

 

Che cosa accadrà invece a Malpensa?

Il tema su Malpensa è in realtà molto semplice, perché stando a quanto emerge dalle prime dichiarazioni il nuovo sviluppo lento e graduale di Alitalia nel lungo raggio avverrà principalmente su Fiumicino. Alitalia ha una quota su Malpensa del 6%, e quindi non conta quasi nulla sullo scalo varesino, e l’accordo Alitalia-Etihad potrebbe eventualmente portare a dei voli di Etihad da Malpensa ad Abu Dhabi.

 

Etihad chiede di risolvere il nodo del debito con le banche. Queste accetteranno di rimetterci altri soldi?

Purtroppo siamo arrivati alla soluzione finale senza poterla ridiscutere. Il bilancio 2013 di Alitalia non è ancora chiuso perché manca la possibilità di garantire la continuità aziendale, se non dovesse esserci a breve una forte ricapitalizzzazione. Questo tema non può essere discusso ulteriormente, perché le norme di bilancio implicano che entro la fine di giugno si debba trovare il modo per garantire la continuità aziendale. Alitalia senza una forte ricapitalizzazione non può riuscirci, e soltanto Etihad ha la forza per farlo.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
07/06/2014 - Scelta obbligata (Vulzio Abramo Prati)

Ho viaggiato molto con Alitalia e devo dire che mi sono sempre trovato bene e il livello di servizio e' tra i migliori del mercato, detto questo la realtà è che ci troviamo di fronte a una compagnia sull'orlo della bancarotta! I cosiddetti "capitani coraggiosi" che dovevano risolvere i problemi della compagnia non hanno fatto altro che spostare in avanti la "death line" lasciando il conto da pagare ad altri! Forse sarebbe il caso di chiedere a Colannino &C qualche chiarimento. Le banche poi, sempre così restie a concedere soldi ai piccoli imprenditori che vogliono investire sulle loro aziende, non hanno esitato a dare fiumi di denaro a questa compagnia. A questo punto non vogliono perdere ulteriore denaro, vorrebbero forse affibbiare il buco ai contribuenti? Non mi sembra proprio il caso, l'unica alternativa a una riduzione del debito e' il fallimento della compagnia con conseguente azzeramento dei loro crediti e mi sembra una possibilità ancora peggiore. I possibili acquirenti questo lo sanno e rimangono fermi sulle loro posizioni, del resto se hanno una compagnia florida, che fa utile e continua a crescere credo proprio siano più abili e meno sprovveduti dei "capitani coraggiosi" in realtà capitalisti senza capitali capaci di operare solo con i soldi di Pantalone!

 
07/06/2014 - Liberalizzare..liberalizzare.. (Guido Gazzoli)

Non so...ma lo ripeto...è bello liberalizzare...stupendo...ma se dobbiamo farlo SOLO NOI in Italia e all'estero ( andate a fare questi discorsi in Germania o Francia ) continuano imperterriti a fare i protezionisti... Quello che in generale si stenta a capire è che la UE di veramente Europeo ha ben poco... Guido Gazzoli