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GEO-FINANZA/ La mossa di Draghi consegna l'Europa agli Usa

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Se non fosse per i forti dubbi che circondano l’effimera personalità politica di Hollande, queste decisioni possono essere sia un segno di capitolazione sia uno di riscossa. Le prossime settimane ci diranno in che direzione andrà la Francia. Intanto, la giustizia americana ha imposto alla banca francese Bnp Paribas una supermulta da 10 miliardi di dollari per aver violato le sanzioni (americane) all’Iran. Alle litanie di Hollande, Obama ha risposto che nel suo Paese “nessuno telefona a un procuratore della corte per dire che cosa debba fare”. Capito Hollande?

In questo scenario politico apocalittico, tra amnesie e rottamazione della memoria, si distingue la rivista dei gesuiti, Civiltà Cattolica, che in nome della speranza invoca la divina provvidenza perché il “loro” Renzi si trasformi in De Gasperi, riannodando i fili politici europei nel quadro delle relazioni transatlantiche. Forse vista dall’alto e da duemila anni di storia l’unica possibilità per evitare l’esplosione dell’Europa è proprio nel riconoscere che “senza vita ideale potrebbe anche apparire a un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva”. Ci auguriamo che abbiano ragione, purché si smetta di demonizzare i cittadini e gli elettori europei che hanno espresso forti dubbi [e paura] rispetto a questa Europa.

In conclusione, sembra abbastanza sicuro credere che le decisioni di Draghi avranno un impatto duraturo non sul rilancio dell’economia europea ma sul suo definitivo asservimento agli interessi del dollaro americano. D’altra parte è ben noto, per esperienza degli altri, quale sia l’effetto delle politiche monetarie espansive se non sono accompagnate da una robusta politica economica. Di quest’ultima non se ne intravede neppure l’ombra né in Europa, né a livello nazionale. L’unico Paese che trarrà un vantaggio da una modesta svalutazione dell’euro sarà la Germania che esporterà di più.

L’Europa funesta e asservita non ha saputo cogliere l’opportunità che i Brics e la Cina le avevano offerto: de-americanizzarsi. Così, il resto del mondo si sta organizzando anche per la de-dollarizzazione e l’Europa resterà una provincia americana con una sicura irrilevanza nel mondo.

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