BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-FINANZA/ La mossa di Draghi consegna l'Europa agli Usa

Pubblicazione:domenica 8 giugno 2014

Infophoto Infophoto

Mentre in Italia, tra uno scandalo di corruzione e l’altro, si diffonde la rottamazione della memoria in forza di un rinnovamento generazionale rappresentato da un’ostentata quanto disarmante vacuità intellettuale, l’euro-servilismo mascherato da europeismo inneggia a Mario Draghi, acclamato come il paladino della fine dell’austerità. Le ultime settimane sono molto più complesse di quanto “Renzi il Magnifico” vuol dare a credere attraverso i ripetitori della stampa italiana. Cerchiamo di capire in un quadro ampio, geopolitico e geofinanziario, che cosa sta avvenendo.

Iniziamo dalle notizie, che sono molte. La prima è che la storia non è finita com’è simbolicamente apparso con le settantesime celebrazioni degli alleati della battaglia di Monte Cassino e dello sbarco in Normandia. In quest’ultima, nonostante la retorica euro-americana del G7 sulle sanzioni anti-russe, la riammissione di Vladimir Putin nel consesso delle nazioni è simboleggiata dall’enfasi diplomatica francese che ha ospitato Putin anche in colloqui e cene bilaterali. A questi incontri hanno partecipato americani, francesi, tedeschi, inglesi, e ucraini. Dell’Italia non si è vista neppure l’ombra di un rappresentante del governo Renzi, ma sembra che nelle fasi protocollari vi fosse il presidente Napolitano. Intanto, la cancelliera Merkel ha dichiarato “defunto” il G8, nei fatti piegandosi alla volontà americana di “isolare” la Russia.

La seconda è che il 5 giugno 1947 nacque il Piano Marshall che permise la ricostruzione fisica ed economica dell’Europa dopo due distruttive guerre mondiali. I media europei hanno passato sotto silenzio questa ricorrenza che oggi, con una profonda mutazione genetica, si ripropone non più in chiave keynesiana ma in quella neoliberale iscritta nel piano euro-americano di accordo transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip). Ancora una volta, la Germania fa da battistrada americano dopo che il ministro dell’economia e dell’energia, Sigmar Gabriel (Spd), ha annunciato un’urgente legislazione per autorizzare, entro l’estate, lo sfruttamento dello shale gas su territorio tedesco. Qualche breve accenno distratto sulla solita stampa euro-servile, ma nessuno che abbia sottolineato la dirompente importanza di questa virata nel pensiero tedesco (e quindi europeo).

La terza è che il combinato delle due notizie precedenti ha definitivamente sancito l’irrilevanza di Bruxelles, nonostante il surreale G7, e delle istituzioni internazionali che ospita: Unione europea e Nato. Mentre si alimentano inutili notizie sulle nomine nelle istituzioni europee - Consiglio, Commissione e Parlamento, cioè tre palazzoni senza un programma e senza idee - sono due organi intergovernativi che governano l’Europa. Da un lato, la Bce di Mario Draghi che ha usato (tardivamente) il “bazooka ad acqua” del taglio degli interessi (che favorisce le banche ma non garantisce la crescita economica reale), e dall’altro la Corte di Giustizia (Ecj) che l’8 aprile scorso ha dichiarato invalida la direttiva della Commissione europea sulla conservazione e trattamento di dati personali (Data retention directive).


  PAG. SUCC. >