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IDEE/ Da un albero a un giornale per capire i “dilemmi” dell’economia

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Memore di cotanta inefficienza nel gestire i fattori produttivi, altri editori, quelli on line, suonano tutt’altra musica. Ficcano il lettore dentro il ciclo, lo trattengono con notizie che si aggiornano in tempo reale trasformando il vizio della sovraccapacità in virtù, estraendone profitto; con l’informazione gratuita lo remunerano. Gli introiti pubblicitari, in costante aumento, fanno il prezzo di quel valore. Edizioni poi, fatte su supporti di materia immateriale, riducono l’impiego di risorse scarse, diminuiscono pure gli scarti; l’impiego dei fattori viene ridotto accorciando quella filiera produttiva che disperde gli utili in mille rivoli. Ok, scommessa vinta.

Un momento, pure l’utente di quegli editori una scommessa la può fare per migliorare le performance fin qui fatte. Se si affinano ancor più le tecniche del far informazione, aumentano pure i siti che ne danno conto e le notizie in giro sono troppe; chi ne riceve vantaggio rischia il debito d’ossigeno nello sniffarle. Eh sì, quell’overdose non migliora la conoscenza, stressa pure l’attenzione. Si riduce il valore di quella informazione, cala il prezzo. L’attenzione per utente, divenuta scarsa acquista invece valore. Il prezzo, tutto da contrattare. Già, ma questa è un’altra storia.

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