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MANOVRA BIS?/ Fortis: sono Francia, Spagna e Uk ad avere conti "sballati", non noi

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Il commissario Ue Olli Rehn (Infophoto)  Il commissario Ue Olli Rehn (Infophoto)

Come affermato da Padoan nell’intervento alla Corte dei conti, dal 2011 al 2013 l’Italia ha fatto manovre per 4,3 punti percentuali di Pil, cioè in tutto per 67 miliardi. L’Italia ha cioè fatto quanto nessun altro Paese ha compiuto negli ultimi 20 anni, e andrebbe quindi elogiata, anziché bacchettata da qualche commissario finlandese giunto al termine del suo mandato e che non ha capito nemmeno la lezione del voto europeo. Con il paradosso che l’Italia, a differenza per esempio di Francia e Regno Unito, ha avuto un risultato elettorale favorevole all’Europa. Gli ultimi interventi della Commissione Ue sono stucchevoli, perché non vanno assolutamente a inquadrare la realtà italiana.

 

La mancata crescita del Pil italiano continua però a preoccupare…

Il primo trimestre 2014 ha segnato un Pil del -0,1% per l’Italia. Se però andiamo a vedere i dati finali dell’Eurostat sulla crescita del Pil nel primo trimestre, emerge che gli Stati Uniti, pur avendo attuato forme di Quantitative easing, hanno registrato un -0,2%. Il Pil della Francia è fermo a quota zero, pur non avendo adottato misure di austerità, anzi con un deficit/Pil al 4,3%, cioè con 24 miliardi di deficit in più rispetto all’Italia. Nello stesso periodo il Pil dei Paesi Bassi è stato del -1,4%, la Finlandia del commissario Rehn -0,4%, la Svezia -0,1% come l’Italia, il Portogallo -0,7%. I dati di Grecia e Irlanda ancora non si conoscono, ma già nel quarto trimestre 2013 Dublino era arretrata del 2,3%.

 

(Pietro Vernizzi)



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