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MANOVRA BIS?/ Fortis: sono Francia, Spagna e Uk ad avere conti "sballati", non noi

Pubblicazione:domenica 8 giugno 2014

Il commissario Ue Olli Rehn (Infophoto) Il commissario Ue Olli Rehn (Infophoto)

«Non c’è assolutamente nessuna ragione per cui l’Italia dovrebbe fare una manovra aggiuntiva. Come ha giustamente osservato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, i dati della Commissione Ue sono eccessivamente pessimistici, non tengono conto di tutta una serie di interventi che sono già sul terreno e delle condizioni della nostra economia reale». Lo sottolinea il professor Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison. Nei giorni scorsi il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, aveva evidenziato che “il rinvio del raggiungimento dell’obiettivo di medio termine sul pareggio strutturale di bilancio non metterebbe l’Italia in una buona posizione nei confronti del rispetto degli impegni sottoscritti e inseriti nella propria Costituzione”.

 

Quali sono gli interventi del nostro governo già sul terreno per dare risposte ed evitare una manovra aggiuntiva?

Tra questi ci sono i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione, il bonus da 80 euro, una serie di misure a favore della competitività come l’abbassamento dell’Irap del 10%. I conti pubblici dell’Italia sono del resto già in una situazione abbastanza stabile, e i dati definitivi di Eurostat sul 2013 parlano chiaro. L’Italia ha chiuso il 2013 con un rapporto deficit/Pil del 3%, e se è vero che la Germania è in parità va anche tenuto conto del fatto che i tedeschi godono di tassi d’interesse privilegiati che permettono loro di pagare 30 miliardi di interessi in meno dell’Italia. La Francia è al 4,3%, la Spagna ha ricevuto aiuti considerevoli per salvare le banche, eppure il suo deficit/Pil è al 7,1%, e la Gran Bretagna al 5,8%.

 

Insomma, non c’è nessun motivo per mettere l’Italia dietro la lavagna?

Esatto, tra i cinque principali paesi Ue l’Italia è l’unica insieme alla Germania a rispettare i parametri di Maastricht, e siamo quindi tra gli Stati meno criticabili dalla Commissione Ue. Il nostro obiettivo per il 2014 è di stare ampiamente al di sotto del 3%, e ci è stato giustamente concesso un margine di tempo per avere il pareggio strutturale di bilancio. Stiamo però parlando dello zero virgola, e non di interi punti percentuali come per Spagna, Francia e Gran Bretagna. Anche in questo frangente il commissario Rehn ha dato all’Italia colpe eccessive con critiche poco giustificabili.

 

Lo spettro di una manovra aggiuntiva di tanto in tanto torna ad affacciarsi sulla scena politica…


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