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IL CASO/ Borghi: Renzi e la bufala della flessibilità che ci farà più poveri

Pubblicazione:martedì 1 luglio 2014

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In primo luogo ai paesi creditori, cioè alla Germania e all’Olanda. L’euro ha comportato una divisione nettissima tra paesi creditori e debitori, paesi che esportano e paesi che importano. Ci sono divisioni fortissime all’interno dell’Europa create dallo strumento euro. Nell’Europa non c’è nulla di collaborativo, ma soltanto degli interessi contrapposti in quanto il creditore non ha gli stessi interessi del debitore. Se le banche tedesche sono creditrici nei confronti dei paesi debitori, ciò crea un problema molto grave di differenza di interessi. A un certo punto l’Italia potrebbe avere bisogno di determinate politiche per crescere e migliorare, ma la Germania potrebbe opporsi perché vuole rientrare immediatamente dal suo credito.

 

Quanto è isolata la posizione dell’Italia in sede Ue?

Questa differenza di interessi all’interno dell’Europa si sta cristallizzando anche nei rapporti tra i paesi in difficoltà. Non dimentichiamoci del fatto che l’Italia è l’unico Paese che pur essendo in crisi paga anche per i debiti degli altri. Gli altri Paesi euro-deboli hanno ricevuto degli aiuti e quindi ormai hanno accettato un sistema secondo modalità piuttosto vigliacche. A questi paesi fa comodo ricevere soldi come trasferimenti da parte degli altri Stati attraverso il Fondo Salva-Stati. Lo documenta il fatto che nella formazione dei gruppi dell’Europarlamento non esiste un deputato di Spagna, Irlanda, Grecia o Portogallo che si sia schierato contro l’euro, perché a loro le cose vanno bene così.

 

Delrio ha rilanciato l’euro union bond. È una formula che può funzionare?

Ogni forma di eurobond è totalmente inutile ai fini della risoluzione degli attuali problemi. Gli eurobond mi ricordano molti da vicino meccanismi come l’Erf (Fondo europeo di redenzione). La garanzia dell’eurobond da parte dell’Italia sarà effettuata con il pegno di beni reali. Il sistema in base a cui i Paesi che hanno debiti oltre il 60% dovranno versarli in un unico fondo di redenzione, significa che si vorrà sottrarre del debito non sgravando il Paese debitore. In realtà, la titolarità del debito rimane in capo al Paese debitore, che deve fornire delle garanzie reali.

 

(Pietro Vernizzi)



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