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ALITALIA/ Amati (Anpav): tre proposte per ridurre gli esuberi

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La prima punta ad avere più pensionamenti e meno esuberi utilizzando gli ammortizzatori sociali di cui abbiamo parlato prima. In questo senso sarebbe utile far sì che ci possa essere per il personale Alitalia una deroga alla riforma Fornero, in modo che vengano applicati i criteri anagrafici e contributivi a essa previgenti.

 

Poi che cosa avete chiesto?

Un ulteriore approfondimento sui numeri, perché sono tarati sulle attuali composizioni degli equipaggi di lungo raggio Alitalia (sugli Airbus A330 abbiamo nove assistenti di volo, mentre sui Boeing 777 sono undici). Le composizioni di Etihad sono numericamente superiori, anche perché effettuano dei servizi di bordo diversi. Nel piano industriale ci viene detto che diventeremo una compagnia a cinque stelle, guadagnandone due rispetto a quelle attuali. Ci sembra quindi opportuno intervenire al rialzo sulla composizione degli equipaggi.

 

Certo, in questo modo gli esuberi diminuirebbero. Qual è la terza richiesta che avete presentato?

Prevedere un numero di assunzioni di personale italiano in Etihad. Su questo ci è stato però risposto, anche se non in maniera ufficiale, che, pur riconoscendo la professionalità dei nostri lavoratori, non c’è l’interesse della compagnia emiratina.

 

A proposito di Etihad, insieme a Uiltrasporti, Anpac e Avia avete inviato una lettera aperta a James Hogan in cui vi dichiarate pronti a sottoscrivere “un blocco di tre anni di tutte le dinamiche contrattuali”, ma dove criticate anche la posizione di “alcune organizzazioni sindacali che inquinano questa delicata trattativa con temi che poco hanno a che fare con il progetto industriale in corso”. A chi fate riferimento?

Basta notare le organizzazioni che non sono firmatarie della lettera (Fit-Cisl, Filt-Cgil e Ugl, ndr). Noi critichiamo la logica ad excludendum che viene utilizzata. Ancora oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo chiesto di tenere un unico tavolo di trattativa, ma il ministro fatica a far accettare questa soluzione ai sindacati confederali (esclusa la Uil), che vogliono una sorta di tavolo di “serie A”. Non ci sembra poi opportuno, dato che la trattativa deve essere chiusa in tempi rapidi, discutere ora, come loro vorrebbero, del Contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

(Lorenzo Torrisi)



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