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Economia e Finanza

ALITALIA/ Amati (Anpav): tre proposte per ridurre gli esuberi

La trattativa tra azienda e sindacati sugli esuberi di Alitalia prosegue al ministero dei Trasporti. Abbiamo fatto il punto della situazione con CARLO AMATI di Anpav

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La trattativa tra azienda e sindacati sugli esuberi di Alitalia prosegue al ministero dei Trasporti. Nelle ultime ore si è parlato di una possibile riduzione del numero dei lavoratori che dovrebbero lasciare la compagnia per permettere l’integrazione con Etihad. Alcune indiscrezioni dicono che da 2251 passerebbero a 1244. I tempi intanto stringono: martedì il Ceo di Etihad, James Hogan, sarà a Roma per la presentazione del volo Abu Dhabi-Fiumicino e Alitalia vorrebbe far trovare al nuovo socio l’accordo raggiunto con i sindacati. Abbiamo fatto il punto della situazione con Carlo Amati, responsabile della Rsa Alitalia per Anpav, l’Associazione nazionale professionale degli assistenti di volo.

È vero che gli esuberi potrebbero ridursi di circa 900 unità?

L’azienda ci ha informato sul fatto che sono in corso delle esplorazioni circa la possibilità di ricollocare il personale in esubero in altre aziende.

Quali aziende?

Non è stato fatto alcun riferimento specifico, ma sono stati soltanto individuati degli ambiti, come i servizi al check-in. In questo senso molti servizi aeroportuali sono forniti nel nostro Paese da Gh Italia. L’intenzione di Alitalia, con il supporto del ministro dei Trasporti, sembrerebbe quella di mettere in mobilità il personale e farlo poi riassorbire da altre società. Non c’è però alcun documento in cui questi passaggi vengano ufficializzati. Siamo quindi ancora nel campo delle ipotesi, nonostante i tempi delle trattative siano strettissimi.

Quanti assistenti di volo potrebbero essere ricollocati?

Nessuno. Sappiamo già che si tratta di una categoria esclusa da questa ipotesi, dato che le altre compagnie italiane non versano in buone acque.

In quanto rischiano il posto?

Tra gli assistenti di volo gli esuberi sono 420. A questi andrebbe aggiunte le 521 unità corrispondenti alla forza lavoro in regime di solidarietà attualmente esistente e che verrebbe confermata dopo l’ingresso di Etihad. Questa riduzione dell’orario di lavoro, nelle intenzioni, dovrebbe comunque essere riassorbita nel tempo.

In questi giorni si sta però parlando di ammortizzatori sociali speciali per Alitalia…

Si parla di quelli del fondo di sostegno al trasporto aereo, che prevedono una mobilità da uno a tre anni, a seconda delle fasce di età, cui si aggiungerebbe una formula che coprirebbe due anni in più. In buona sostanza, si avrebbero ammortizzatori sociali da tre a cinque anni. Questa soluzione tra gli assistenti di volo genera però pochissimi pensionamenti (solo otto), perché già nel 2008 ce ne furono diversi. Va anche detto che per questo ampliamento di due anni degli ammortizzatori sociali serve un intervento che ancora non si vede, nonostante le ridotte tempistiche della trattativa.

Occorre chiudere entro la fine della settimana?

Questa è l’idea dell’azienda. Per noi non c’è un ultimatum, anche perché finora ci sono stati solo ripetuti dati che già sapevamo. Da parte nostra abbiamo avanzato tre proposte per gli assistenti di volo.

Quali?