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ALITALIA/ Così la trattativa "allarga" il buco nei conti

Pubblicazione:sabato 12 luglio 2014

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Non dimentichiamoci che gli strumenti necessari per trovare un accordo richiedono l’impiego dei soldi dei contribuenti. L’unico strumento a disposizione del governo consiste nell’assorbire lavoratori in imprese pubbliche, per esempio costringendo Poste Italiane ad assumere personale di cui tutto lascia supporre che non abbia bisogno. Trovo quindi lodevole un minimo di resistenza da parte del governo. Come ha ribadito Renzi giovedì, non è sensato fare pagare ancora una volta ai contribuenti il costo di questa operazione. I lavoratori di Alitalia sono già molto privilegiati e il privilegio ha dei limiti. Altrimenti il governo si dovrebbe mobilitare anche per quanti raccolgono i pomodori in Puglia.

 

Come valuta il probabile utilizzo di ammortizzatori speciali per i lavoratori di Alitalia?

Mi limito a osservare che sono ancora soldi nostri, e che nel momento in cui sono usati per Alitalia non vanno a proteggere altri lavoratori più deboli. Dal momento che ci sono forti vincoli di bilancio, è chiaro che i soldi che vanno da una parte sicuramente non possono andare da un’altra. I lavoratori di Alitalia sono sicuramente in condizioni migliori di quelli delle piccole imprese private, di cui nessuno sa nulla e per cui nessuno manifesta un particolare interesse politico.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
12/07/2014 - Dipendenti Alitalia moralmente "ladri" (Giuseppe Crippa)

Concordo con Gazzoli sul fatto che si parli troppo poco dei manager e degli azionisti che non hanno saputo salvare Alitalia negli ultimi 5 anni ma gli ricordo che le banche hanno usato soldi propri per tutelare i loro esuberi e soprattutto che, come dice con modi più garbati dei miei il prof. Ponti, ogni euro in più concesso dallo Stato ai dipendenti Alitalia rispetto alle condizioni standard di mobilità e cassa integrazione di cui usufruiscono i lavoratori italiani è moralmente “rubato” agli altri lavoratori.

 
12/07/2014 - Mission impossible... (Guido Gazzoli)

Mi preoccupa davvero leggere di come un docente del Politecnico , oltretutto rispetto in trasporti , ancora non capisca la differenza tra un' azienda che chiude ed una che viene ceduta o sia in stato di crisi...o ristrutturazione. E ' successo per Poste e Banche r nessuno ha detto nulla...ma poi perché si continua a puntare il dito su chi lavora e non si scrive nulla sulle responsabilità di chi in 5 anni ha creato il disastro annunciato? Mistero Gazzoli Guido