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ALITALIA/ Così la trattativa "allarga" il buco nei conti

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“Stiamo lavorando bene, oggi il governo farà le sue ultime proposte, ma entro domani (oggi per chi legge, ndr) deve arrivare una risposta definitiva cosicché ognuno si assuma le proprie responsabilità. Non vedo perché non si debba arrivare a una soluzione positiva”. È la presa di posizione del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che ieri si è incontrato con i sindacati insieme al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Lupi ha anche spiegato che “gli esuberi a oggi si sono ridotti a 980 rispetto ai 2251 iniziali”. Nel frattempo Etihad, secondo quanto scritto da Il Sole 24 Ore, nel suo piano industriale avrebbe chiesto alle banche un finanziamento da 300 milioni di euro. Abbiamo chiesto un commento a Marco Ponti, esperto di trasporti del Politecnico di Milano.

 

Che cosa ne pensa di queste indiscrezioni sulla richiesta di Etihad di un finanziamento da parte delle banche, che si aggunge alla istanza per cancellare parte dei debiti di Alitalia?

Ciò dipende innanzitutto dalla forza contrattuale dei due soggetti. Uno dei due, quello italiano, è tecnicamente fallito, e gli ultimi dati di Alitalia probabilmente sono la spiegazione di questa richiesta. Siccome la trattativa con Etihad si trascina ormai da sei mesi, i conti di Alitalia hanno aumentato molto il buco e quindi l’indebitamento è cresciuto. Rispetto alla nostra lettera d’intenti e al piano industriale iniziale, il fatto che le trattative siano andate così per le lunghe ha determinato un ulteriore ammanco di bilancio. Etihad vuole quindi ritornare al punto in cui è stata firmata la lettera. È peraltro una richiesta non irragionevole. Se lei fa l’offerta per comprare qualcosa e nel tempo che passa affinché si raggiunga l’accordo la situazione si deteriora molto, lei giustamente a quel punto chiede che si torni alle condizioni iniziali.

 

Perché secondo lei la trattativa si è protratta così a lungo?

Perché è una trattativa in salita e c’è una resistenza sindacale fortissima da parte di una categoria molto protetta, con legami politici molto saldi. Questa forza sindacale non viene dal sindacato stesso ma gli è stata data. Prevalgono dunque meccanismi clientelari che significano una forza contrattuale molto maggiore.

 

Per i sindacati sono azienda e governo a non fornire gli strumenti necessari per trovare un accordo…


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COMMENTI
12/07/2014 - Dipendenti Alitalia moralmente "ladri" (Giuseppe Crippa)

Concordo con Gazzoli sul fatto che si parli troppo poco dei manager e degli azionisti che non hanno saputo salvare Alitalia negli ultimi 5 anni ma gli ricordo che le banche hanno usato soldi propri per tutelare i loro esuberi e soprattutto che, come dice con modi più garbati dei miei il prof. Ponti, ogni euro in più concesso dallo Stato ai dipendenti Alitalia rispetto alle condizioni standard di mobilità e cassa integrazione di cui usufruiscono i lavoratori italiani è moralmente “rubato” agli altri lavoratori.

 
12/07/2014 - Mission impossible... (Guido Gazzoli)

Mi preoccupa davvero leggere di come un docente del Politecnico , oltretutto rispetto in trasporti , ancora non capisca la differenza tra un' azienda che chiude ed una che viene ceduta o sia in stato di crisi...o ristrutturazione. E ' successo per Poste e Banche r nessuno ha detto nulla...ma poi perché si continua a puntare il dito su chi lavora e non si scrive nulla sulle responsabilità di chi in 5 anni ha creato il disastro annunciato? Mistero Gazzoli Guido