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FINANZA/ Sapelli: così Draghi consegna l'Europa alla "dittatura" tedesca

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Eucken accusava i teorici del lassez faire di non aver fissato le regole del gioco trasformandolo appunto in una Ordnungspolitik compatibile con il Reichstaat. Ecco quindi le “forme” della politica economica piuttosto che la politica economica. C’è da aver veramente paura. Naturalmente per essere davvero obiettivi va ricordato che l’ordoliberalismo aveva anche un altro coté, sempre proveniente dalla scuola di Friburgo, ma con una versione assai più sociologica e meno annichilente la libertà della storia. Mi riferisco ad Alexander Rustow e al grande Wilhelm Roepke, che sostituiscono il costituzionalismo giuridico economico con la sociologia e la filosofia critica della storia.

Il grande Roepke, che negli anni Trenta è uno dei più grandi politici economici del mondo, si era trasferito da antinazista prima in Turchia e poi in Svizzera e fu soprattutto a lui che guardò Ludwig Erhard, il grande ministro dell’Economia della Germania del secondo dopoguerra, per realizzare ciò che definiva l’economia sociale di mercato. Essa altro non era che ciò che rimaneva della scuola di Friburgo, e delle sue idee, e quindi dell’ordoliberismo trasformato in un ordine irenico per la Germania occidentale del secondo dopoguerra. Infatti, Erhard, con un altro consigliere importantissimo, il sociologo economico Müller Armack, crea un sistema di sicurezza sociale che affiancherà la competizione di mercato.

L’effetto controintuitivo dell’ordoliberismo fu quindi, nel secondo dopoguerra di una Germania che si ricostruiva trionfalmente con il denaro americano e la disciplina eroica del suo popolo, l’enfatizzazione del principio di sussidiarietà, desunto dalla Dottrina sociale cattolica: un’etica più che un ordine, quindi, che doveva coordinare le iniziative non solo degli individui e dello Stato, ma anche dei gruppi comunitari. Non è un caso che i fanatici alla Hayek levarono alte grida contro il corrompimento dell’ordoliberismo, sconfessandone la versione economica e sociologica.

Naturalmente la storia ha le sue arguzie, che si disvelano anche nella lettura di Mario Draghi che abbiamo prima citato. Qual è l’astuzia? È un’astuzia che ha una conseguenza terrificante. I tedeschi hanno ottenuto per loro la conclusione che faceva arrabbiare Hayek, ossia la comunità e la sussidiarietà, per carità sempre producendo come matti, disciplinatamente. A tutti gli altri surrettiziamente hanno dato in pasto l’ordoliberalismo, che si è benissimo adattato come teoria costituzionale tecnocratica al liberismo di marca anglosassone di cui Draghi e Padoa Schioppa erano profeti. Ma in realtà erano profeti solo del terribile ordoliberalismo dei cavalieri teutonici.

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