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MATTEONOMICS/ La "ragnatela" che rende inutili le ricette di Renzi

Pubblicazione:lunedì 14 luglio 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

È un provvedimento al tempo stesso “omnibus” e puntiforme: dai crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali a modifiche marginali all’Ace (l’Aiuto alla crescita economica varato dal Governo Monti), dall’istituzione di nuovo Istituto italiano di contabilità a ritocchi alle procedure per le emissioni di azioni e obbligazioni. Intendiamoci bene: si tratta, in gran parte, di misure che hanno un’utilità e rispecchiano i desideri e le attese di interessi legittimi. Siamo, però, lontani da riforme che incidano sulle strutture dell’economia e favoriscano un aumento della produttività.

A rendere il quadro ancora più complicato, l’attenzione dell’Esecutivo in materia di provvedimenti economici “strutturali” sembra riguardare ancora una volta il mercato del lavoro. Siamo certi che, dopo tante modifiche, sia ancora la normativa sul lavoro a impedire la crescita? E non la ragnatela di vincoli ai mercati dei prodotti e dei servizi che decreti legge come quello del 24 giugno scorso potrebbero aggravare?

In effetti, il punto centrale - lo ha presentato di recente il rapporto annuale di Società libera - consiste nelle liberalizzazioni e privatizzazioni e nella fine di quel “socialismo reale municipale e regionale”, compiti nei quali in cui sinora sono state delineate solo cessioni di quote azionarie di grandi aziende controllate dalla Stato.

Cosa dedurre? Se c’è un “nuovo corso” è quanto meno incerto e traballante.



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