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FINANZA & DEBITO/ Fortis: altro che Grecia, siamo come la Germania ma...

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L’Italia sconta la percezione di una minore affidabilità del nostro debito sovrano, anche se nella realtà non è così proprio perché come dicevo solo il 30% del debito pubblico italiano è finanziato da non residenti ed è una delle percentuali più basse tra i debiti pubblici dei Paesi avanzati. La maggior parte degli Stati avanzati sono addirittura in deficit primario, e ciò significa che non sono in grado di pagare neanche un centesimo di interessi con dei “soldi veri”.

 

A quanto ammonta esattamente l’avanzo primario dell’Italia?

L’Italia ha un avanzo primario pari a circa il 2,3% del Pil, a fronte di interessi pari al 5%. Ciò significa che il nostro Paese paga quasi la metà dei suoi interessi sotto forma di “soldi veri”. Dal momento che il debito pubblico italiano è finanziato da non residenti per il 30%, significa che i non residenti italiani hanno addirittura la soddisfazione di essere pagati interamente con “soldi veri”, anziché emettendo nuovo debito.

 

Come valuta invece il dato Istat secondo cui un italiano su dieci è in uno stato di povertà assoluta?

Questo è il dato che mi preoccupa di più. Mi domando però fino a che punto sia veritiero, in quanto gran parte della povertà assoluta è nel Mezzogiorno, la cui economia sommersa va di gran lunga al di là dei dati ufficiali sul Pil. Ma l’aspetto da tenere in seria considerazione è soprattutto il fatto che tre o quattro anni fa i cittadini italiani in stato di povertà assoluta erano molti di meno di oggi. La crisi economica ha aumentato enormemente il numero di persone che sono in uno stato di disagio sotto il profilo economico e sociale. Ciò non solo nel Sud, ma anche in zone del Centro e del Nord colpite dalla crisi della manifattura.

 

(Pietro Vernizzi)



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