BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ 2. Le manovre di Germania, Usa e Russia che "incastrano" l'Italia

I primi ministri dei Brics (Infophoto) I primi ministri dei Brics (Infophoto)

Dopo il Consiglio europeo del 16 luglio capiremo in che termini il compromesso con l’Italia si tradurrà in vantaggi o svantaggi per noi. Si muove anche la Nato che annuncia di voler dichiarare una “guerra cibernetica” alla Russia rea di diffondere notizie false sull’Ucraina. Idee farneticanti frutto di un’ideologia da guerra fredda che ha spinto gli Usa ha proporre agli operatori britannici del Forex, il sistema di scambi valutari, di “spiare” sui loro capi per denunciarli con atti di delazione. Sul fronte delle barbe finte la russa RT ha ripubblicato la notizia della tedesca Bild che almeno altre 12 spie americane siano piazzate nei ministeri tedeschi. In un successivo articolo la RT suggerisce che la Germania stia considerando possibili “alternative” per liberarsi dal giogo americano.

In pratica, come anche Der Spiegel ha suggerito, la Merkel potrebbe decidere di farsi da parte oppure, come sembra più credibile, di far saltare il banco europeo e dirigersi verso alleanze globali con i Brics. Considerato l’atteggiamento farneticante degli americani e della Nato, come dare torto alla Merkel? Non va dimenticato che qualche mese fa il presidente cinese Xi nel corso della sua lunga visita europea aveva offerto all’Ue di “creare una zona di libero scambio Ue-Cina, che sarebbe stata il più grande mercato mondiale”. Più che all’imposto Ttip con gli Usa la Germania è sensibile a questa proposta cinese. E il nostro parolaio fiorentino che fa? Riforme costituzionali (aberranti) che nessuno gli ha chiesto, mentre su quelle strutturali siamo ancora al palo.

Il rischio sempre più reale è di avere qualche posto inutile in Europa, i conti da pagare subito e di perdere l’opportunità di essere l’hub europeo del gas. Una genialata! Poi, come da copione sparirà con tutta la sua corte di adoranti e lacchè. Attorno al pallone mondiale, si è certamente discusso anche di Medio Oriente, in particolare di Iraq, Siria, Iran, Egitto e Israele. Temi caldi e storicamente cari alla Germania come anche a Putin. Mentre gli Usa stanno provando ad elaborare una nuova politica mediorientale pragmatica e volta al contenimento del danno, come ha brillantemente scritto Anthony Cordesman del Csis, che prevede una decade di “scelte le meno cattive”, la Russia e la Cina (ma anche la Germania) guadagnano terreno geopolitico e commerciale. Mentre gli altri si attrezzano, per primo Israele con una nuova tattica di cerchi concentrici che prevede la sterilizzazione dei nemici, cioè da un lato la creazione di aree di instabilità in territorio nemico (Sud Sudan, Kurdistan) e dall’altro l’espulsione dei fastidiosi palestinesi di Gaza che si interpongono sulla via del gas sottomarino, che fa l’Italia? Proclami, e proclami di pace. Aria fritta!

Nemmeno in Libia ha funzionato, dove dopo delle elezioni farlocche adesso si sparano pesantemente a Tripoli, con buona pace delle forniture di energia e della gestione delle migrazioni. Un capolavoro del renzianismo agli esteri che ha portato ancora una volta quel signore pensionato e cacciato per incapacità, Staffan Demistura, a diventare l’inviato dell’Onu in Siria e Iraq. Cose da non credersi se non fossero tristemente vere. Mentre assistiamo allo spezzatino di Finmeccanica e alla riduzione dell’Eni a benzinaio di provincia, e mentre i frigoriferi italiani famosi nel mondo diventano amerikani, e mentre si prepara un’estate di passione con Renzi al lavoro per fare una manovrina di 24 miliardi a Ferragosto, gli italiani se ne fregano e non reagiscono più. Si, il paese è in via di normalizzazione. L’encefalogramma è piatto!

© Riproduzione Riservata.