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ALITALIA/ Caro Lupi, perché mantenere (ancora) in vita un'azienda decotta?

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Le banche creditrici di Alitalia, grazie alle pressioni politiche ricevute, hanno accettano la ristrutturazione del debito. Non sapremo mai a quanto ammonteranno le perdite che verranno ripianate tra qualche anno dallo Stato. 

La Malpensa verrà ridimensionata, l’ultimo grande investimento pubblico aeroportuale viene quindi vanificato. Linate verrà trasformato in base agli interessi del nuovo network e non di quelli dei consumatori. Sarebbe interessante avere da uno dei tanti centri studi governativi o dal CIPE una analisi costi benefici di tutta l’operazione. Forse si scoprirebbe che al netto dei costi della tutela di tutti, i lavoratori, si proprio tutti è meglio lasciare morire questa azienda. Ciò gioverebbe alla concorrenza ed una  sua rinascita sul modello Swisse o Sabena ci libererebbe per sempre da una compagnia tanto strategica che oramai rappresenta meno del 17% del mercato dei volatori in Italia.

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COMMENTI
17/07/2014 - UFFA.... (Guido Gazzoli)

..ormai ogni volta che Ballotta scrive mi tocca intervenire...nel ricordargli per l'ennesima volta la débacle del 1998 che fece fallire Malpensa e i suoi costi successivi sul bilancio Alitalia, ancora una volta il re-censore si dimentica che quello di Alitalia CAI si è trattato di una cessione di azienda.. un cambio di proprietà.. e quello Alitalia è stato l'unico caso in cui si è proceduti alla messa in CIGS per seniority. Oltretutto con sentenza 9 Giugno 2009 la UE ha condannato tutto l'impianto legislativo operato dal Governo e CAI. Una domanda… l'ultima.. ma davvero c'è da augurare che Alitalia faccia la fine di Swiss? Bah… anche li si intervenne con un "Piano fenice" , con un vettore regionale ( Crossair) e con una serie di manovre che, dopo soli 3 anni, fecero precipitare SWISS al fallimento e la Compagnia venne acquistata da Lufthansa per.. 1 euro...