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DIETRO LE QUINTE/ Soros e gli "oligarchi" che manovrano l'Ue

Pubblicazione:mercoledì 2 luglio 2014

George Soros (Infophoto) George Soros (Infophoto)

Andrew Lansley, favorito per la nomina di commissario cameroniano nell’esecutivo Juncker, dovrebbe ricevere un portafoglio economico strategico come il Mercato interno, i Servizi finanziari o la Concorrenza. Juncker sarebbe pronto a fare di un britannico il più alto “civil servant” della sua Commissione: l’ex portavoce di Romano Prodi e attuale direttore generale del Mercato interno, il bravo e potentissimo Jonathan Faull, potrebbe assumere il ruolo di segretario generale della Commissione europea. Ruolo che sembra “riservato” agli anglo-irlandesi, com’è stato da quasi 20 anni.

Anche sulle relazioni con la Russia, van Rompuy ha sorpreso dichiarando che “il dialogo e la cooperazione continueranno”. Evidentemente ha recepito le richieste italiane e tedesche. Inoltre, van Rompuy ha ricordato che “quando ho incontrato il presidente ucraino Yanukovic non ho creduto a una parola di quello che egli diceva in merito alle sue intenzioni di aderire all’Ue. Infatti, quando non lo ha fatto è scoppiata la rivoluzione”. Ho sentito dire, ha concluso van Rumpoy, che l’Ue avrebbe sbagliato con la sua politica di partenariato orientale, ma “non è così e la storia delle ultime adesioni ci da ragione” (Moldavia, Ucraina e Georgia, ndr). Sulla questione Ucraina, Soros ha insistito che “salvare l’Ucraina significa salvare l’Europa (dalla disintegrazione, ndr)”. “Si deve insistere sulla società civile ucraina”, ha aggiunto, “che per l’Ue deve essere una questione esistenziale”. “L’Ue deve offrire tutte le garanzie economiche e di sicurezza all’Ucraina contro i continui tentativi russi di destabilizzarla”.

Sulla Russia Soros ha detto che “come dopo la Seconda guerra mondiale la Russia rappresenta una sfida per l’Europa, perché essa agisce con due potenti strumenti: l’ideologia nazionalista (rivitalizzata da Putin, mdr) e l’uso della forza”. Dobbiamo però capire, ha concluso Soros, che “per Putin è impossibile accettare di aver perso l’Ucraina perché potrebbe far implodere la Russia stessa con una serie di forze centrifughe”.

Concludendo, appare evidente che le decisioni europee sono dettate da interessi oligarchici europei ed extraeuropei, e che della volontà popolare e dei sui rappresentanti non si vede traccia. Il Parlamento europeo si conferma un’inutile quanto necessaria benché costosa istituzione, un contentino per mettere la maschera democratica all’oligarchia. George Soros, un esponente di questa oligarchia che pesa 20 miliardi di dollari di patrimonio personale, non ha dubbi che si “debba procedere a sciogliere ogni sintomo di sovranità nazionale per accedere al mondo fluido post-nazionale”. Un progetto che in Europa sta avendo un discreto successo, anche culturale, particolarmente in quell’area socialdemocratica e progressista, ma che incontra detrattori e acerrimi nemici proprio negli Usa.

Questa posizione di Soros fa capire perché la Germania è “il problema europeo”: si tratta, infatti, della sola grande Kultur Nation, oltre alla Russia, che interpreta la sua espressione di potenza nel formalismo giuridico e costituzionale. Entrambe sono infatti Gemeinshaft, cioè società di popolo unite dallo scopo identitario. Per un finanziere speculatore sono chiaramente due nemici da abbattere. Il prototipo della Gesellshaft mondiale, la società aperta, cioè la società di capitali il cui scopo è il profitto, è per Soros l’Italia, mentre il Regno Unito è il necessario raider finanziario, pragmatico, efficiente e flessibile che geneticamente più gli rassomiglia.



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