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ALITALIA/ Etihad-Air Berlin, l'integrazione a tre che "libera" Poste e banche

Pubblicazione:martedì 22 luglio 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 22 luglio 2014, 9.07

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La stima degli arabi è il 2017. Significa che nei primi anni ci saranno ancora perdite. Il processo di ristrutturazione quindi non durerà poco e le rotte a lungo raggio profittevoli verranno inserite pian piano dopo un’accurata analisi.

 

Le banche, che detengono la maggioranza delle quote di Alitalia, dovranno accettare una riduzione dei loro crediti e la trasformazione di buona parte di essi in azioni della nuova società. Dopo tutto questo saranno disposte a investire ancora?

Il caso Telecom ha segnato una svolta in questo senso. I soci italiani di Telco, tra cui Intesa Sanpaolo, hanno fatto capire che le banche non vogliono più essere “di sistema”. Non credo quindi che possano essere nel lungo periodo partner con voglia di investire. Più che altro sperano che il piano di Etihad non porti a grosse perdite come in passato.

 

Poste Italiane ha dettato precise condizioni per il suo impegno. L’amministratore delegato Francesco Caio vuole però anche studiare sinergie tra le due aziende.

Sinceramente sinergie tra Poste e Alitalia non le ho mai viste. È bene che l’azienda sia privata e sia gestita come tale. L’arrivo di Etihad sta portando un modus operandi nuovo rispetto al passato e spero che i soci siano solo privati e non pubblici.

 

Se Poste e le banche non investiranno chi potrà essere il socio privato, se non italiano quanto meno comunitario vista la normativa europea, in grado di affiancare Etihad?

Non so bene come possa evolvere la situazione, ma credo che Alitalia e Air Berlin (di cui Etihad possiede la maggioranza relativa, ndr) non rimarranno a lungo separate. Non so dire se con uno scambio azionario piuttosto che con altre operazioni, ma l’integrazione tra le due compagnie mi pare logica. E non mi sembra a questo proposito un caso che le proteste più accese in sede europea all’ingresso di Etihad in Alitalia siano arrivate dalla tedesca Lufthansa.

 

Tra i soci di Alitalia c’è ancora Air France. Continuerà a non investire vedendo diluirsi sempre più la sua quota?

Air France ha al momento i suoi problemi finanziari. Se li risolvesse avrebbe sicuramente un ruolo non passivo, perché con Etihad ha un buon rapporto e un’alleanza già in essere, come il code sharing su alcuni voli.

 

Possiamo immaginare allora una sorta di integrazione tra Etihad, Alitalia, Air Berlin e Air France?

Forse siamo al limite della “fanta-aviazione”. Tuttavia, i fatti dicono che le compagnie francese e araba non si “odiano”. Alitalia manterrà comunque la joint venture con Air France e Delta per i voli transatlantici. Al tempo stesso ritengo che Air Berlin e Alitalia siano destinate ad avvicinarsi. Tutto quindi dipenderà dalle scelte dei soci delle compagnie e dalla loro situazione finanziaria, ma un’integrazione a quattro non può essere esclusa, anche se è ancora troppo presto per potersi sbilanciare.

 

(Lorenzo Torrisi)



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