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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ I numeri che segnalano il "tonfo globale"

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Qualche tempo fa vi avevo già messo al corrente dell’aumento record del prezzo dello Skew, l’indicatore del timore dei mercati per un grosso calo dei prezzi, ma per la prima volta nella storia questo livello è rimasto considerevole per un periodo prolungato di tempo. Per Kevin Cook, stock strategist alla Zacks Investment Research di Chicago, «lo Skew sta segnalandoci un grosso allarme per i mercati equity in questi giorni: i grandi players stanno comprando in anticipo protezione in opzioni put per i titoli che stanno detenendo». Il primo grafico a fondo pagina ci parla chiaramente del livello a cui siamo: nelle ultime quattro settimane lo Skew ha superato quota 140 tre volte, il 20 giugno, il 2 e il 3 luglio. Soltanto altre quattro letture dello Skew, da quando lo si è cominciato a calcolarlo nel 1990, avevano superato questo livello: giugno 1990, ottobre 1998, marzo 2006 e dicembre 2013.

E cosa ha acuito le tensioni sullo Skew? L’ultimo grafico ce lo spiega plasticamente: il meeting del Fomc, il Comitato monetario della Fed che di fatto ha sancito la fine del Quantitative easing per il prossimo ottobre, se le condizioni macro dell’economia Usa resteranno sui binari attuali. Resteranno davvero queste o ci sarà una revisione repentina al ribasso in estate, magari al meeting di Jackson Hole, quando mercati e governi hanno la guardia abbassata, soprattutto in Europa? La bolla non può essere fatta scoppiare così, disordinatamente. Forse un grosso evento destabilizzante, magari bellico, potrebbe fare il lavoro sporco ed evitare il tonfo globale.

 

 

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