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ALITALIA/ Da Poste un nuovo obolo dei contribuenti

Pubblicazione:mercoledì 23 luglio 2014

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Insomma, è quasi certo che Poste Italiane possa portare avanti un’operazione (considerando anche i fondi già stanziati) che determinerà una perdita di circa 100 milioni di euro in tre-quattro anni. Non sembra un buon biglietto da visita per una società che vuole sbarcare in borsa e che non si capisce bene per quale motivo ritenga strategico investire in una compagnia aerea e non in altri settori. Sempre che finora non ci siano stati dei ricavi dovuti a questo investimento del quale non siamo al corrente.

A questo punto, dopo le banche di sistema (che ancora esistono visti i denari recentemente spesi in società editoriali o energetiche che non guadagnano un euro), in Italia si intravvede l’arrivo delle “Poste bancomat”, quelle che mettono a disposizione i denari pubblici a chi ha le chiavi del comando, senza che si possa parlare di aiuti di Stato.



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