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ALITALIA/ Amati (Anpav): contratti e lavoro, ecco le bugie dell'azienda

Pubblicazione:giovedì 24 luglio 2014

Roberto Colaninno (Infophoto) Roberto Colaninno (Infophoto)

Che andrebbe sottoposto a referendum prima della sua ratifica. Alitalia sembra dimenticarsene, mentre invece parla di referendum solo per quel che riguarda il tema delle retribuzioni. Oltretutto dicendoci che ha “bisogno che la risposta ci arrivi entro venerdì 25 alle ore 9, quando inizierà l’assemblea dei soci”.

 

Ma esattamente cosa prevede questa intesa sul costo del lavoro su cui il referendum è già stato avviato?

Quando alla fine dello scorso anno è stato presentato un piano industriale stand alone, senza quindi alleanze con altri vettori, l’azienda riteneva di dover chiedere un contributo straordinario di solidarietà ai dipendenti pari a 128 milioni di euro (la richiesta attuale è di 31 milioni, ndr).

 

E voi non siete d’accordo con questa richiesta?

Guardi, la questione è molto semplice. Non si può far finta che non ci sia stata la novità dell’interesse e del quasi certo ingresso di Etihad. Quindi la richiesta di allora non può essere ritenuta ancora valida. Men che meno si può dire che è essenziale per l’accordo con gli arabi e che occorre aderirvi entro il 25 luglio.

 

È vero che in questi giorni molti lavoratori stanno cambiando sindacato?

Sì, è in corso un esodo dei lavoratori dai sindacati che hanno firmato il contratto nazionale verso le associazioni professionali. In un certo senso molti dipendenti hanno capito che la rappresentatività ci stava per essere scippata per la seconda volta, visto che un esercizio di questo genere era già avvenuto nel 2008. Troviamo poi strano che un sindacato, la Cgil, abbia firmato il contratto nazionale, ma non l’accordo sugli esuberi. E c’è anche un’altra stranezza.

 

Di che cosa si tratta?

L’azienda ci dice che il 25 luglio è una data cruciale entro cui vanno conclusi tutti gli accordi. Eppure a oggi anche la stessa intesa sugli esuberi non può dirsi chiusa, visto che ancora non c’è stata l’apertura e chiusura in sede ministeriale delle procedure di mobilità e non c’è stata l’estensione del fondo del trasporto aereo. Quest’ultima è un passaggio fondamentale per la gestione degli esuberi, eppure l’incontro in merito è stato rinviato al 29 luglio, ben oltre il termine del 25.

 

Intanto, in vista dell’assemblea di domani, sembrano esserci anche dei malumori e dei disaccordi tra i soci stessi di Cai…

Questo è un tema che non attiene nello specifico le rappresentanze dei lavoratori. Io posso dirle che il driver dell’operazione Alitalia-Etihad è il ministero dei Trasporti e Maurizio Lupi, in maniera netta, ha fatto capire che le Poste saranno della partita ed è solamente in corso un approfondimento tra azionisti circa la modalità con cui questo avverrà. L’importante è che questa situazione non venga scaricata indirettamente sui dipendenti. Chi tenta di dire che le turbolenze sindacali possono influenzare gli azionisti compie un’azione faziosa. Come già è accaduto nel 2008.

 

(Lorenzo Torrisi)



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