BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-FINANZA/ Dollaro, petrolio, gas: le "armi" di una nuova guerra

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

La stessa logica è usata dai “sanculotti” islamici che commerciano alacremente con tutti, ma senza usare “l’odiata moneta” (elettronica). Ancora non è chiaro quanto i detentori di petrodollari e i commercianti “sanculotti” stiano eludendo quei pozzi neri finanziari che l’impero dei petro-dollaristi aveva creato - le isole paradiso - per accedere all’uso di nuovi strumenti monetari di scambio. Certo è che i recenti strutturazione e finanziamento (inizialmente l’equivalente di 100 miliardi di dollari) della Banca di sviluppo dei Brics apre possibilità finora inedite. La “resistenza” mondiale ai petro-gas-dollaristi avrebbe adesso uno strumento monetario e finanziario autonomo. Se questo processo di liberazione dai petro-dollaristi potrà procedere si tratterà del più grande evento mondiale dalla “scoperta” dell’America.

Gli alter-dollaristi, la cui avanguardia è costituita adesso dai Brics, da oltre un ventennio pongono la questione del riequilibrio della governance mondiale, strategica, finanziaria e politica. Richieste derise e sicuramente rimaste inascoltate. Invece, dal 1999 a oggi, la risposta dei petro-dollaristi è stata armata, violenta, micidiale e contraria a qualsiasi rispetto delle norme di base del diritto internazionale. Con l’elaborazione della dottrina dell’ingerenza umanitaria e poi della R2P della Nato, una linea di sangue e di bombe unisce il Kosovo e l’Ucraina, passando per le varie “rivoluzioni” colorate e “primavere” che hanno sconvolto paesi e regioni.

La recente convergenza (obbligata) russo-cinese ne è stato il più eclatante risultato. A oggi solo due minori interventi militari della Russia in Georgia e in Crimea hanno reagito all’eccesso di provocazioni dei petro-gas-dollaristi. Nulla di comparabile con le invasioni della Somalia, dell’Iraq e dell’Afghanistan, i bombardamenti in Libia, l’intervento militare francese in Mali e Repubblica Centroafricana, e il colpo di stato perpetrato in Ucraina il 22 febbraio scorso. La bassa reazione militare degli alter-dollaristi non è dovuta alle loro presunte ridotte capacità belliche, bensì alla responsabilità che sentono verso i propri popoli che sono ancora assoggettati al ricatto del dollaro. L’invasione dell’Ucraina avrebbe avuto sicuro successo militare, ma il danno economico e finanziario che i petro-dollaristi avrebbero imposto alla Russia sarebbe stato troppo elevato. Lo stesso ragionamento vale con le continue provocazioni alla Cina nel suo vicinato, dalle Filippine al Vietnam fino alle isolette nel Pacifico.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >