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Economia e Finanza

ALITALIA/ Poste e il vicolo cieco che avvicina Etihad

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La divisione tra i sindacati è dovuta a una quindicennale divisione irrecuperabile interna alle confederazioni sindacali. Quindi non c’è via d’uscita. L’unica soluzione di medio lungo termine è che i lavoratori ripensino dal basso alle logiche di rappresentanza sindacale. Nel frattempo non c’è altra soluzione che andare avanti con votazioni a maggioranza.

 

Puntare il dito sui sindacati è un escamotage per allontanare l’attenzione dalle divisioni tra i soci?

Non mi pare che la questione sindacale abbia distolto l’attenzione dalle divisioni tra i soci. Fin dall’inizio abbiamo avuto un dibattito parallelo su sindacato e azionisti, e quindi non c’è stato nessun escamotage né come scopo, né come effetto.

 

Per la trattativa con Etihad è più essenziale che si trovino i 250 milioni di euro, o che si firmi l’accordo aziendale per la riduzione del costo del lavoro?

Per Etihad sono essenziali entrambi gli aspetti. Anche se nella realtà il numero degli esuberi occupazionali risultava inizialmente eccessivo in quanto era sovra-dichiarato. Quindi è stato ridotto riportandolo a una cifra più aderente alla realtà.

 

Etihad si tirerà mai indietro?

Se le perdite e i debiti non sono accollati sulle spalle di altri, Etihad si tirerà indietro, se invece “parte pulita” firmerà l’intesa.

 

(Pietro Vernizzi)

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